Subito una mensa per poveri

Una mensa subito per i poveri. Lo chiede don Rino Ramaccioni che chiama tutti alle proprie responsabilità, lanciando anche per Recanati, come ha già fatto Tolentino, l’idea di una mensa per poveri,  dove, dice don Rino, “magari con l’aiuto del volontariato, possa andare chi non si può permettere un pasto, chi ha la necessità di trovare qualcuno con cui parlare, a cui confidare il proprio dramma perché un povero non è un serbatoio di motorino da riempire, ma è un volto da guardare, un cuore da amare, un fratello a cui dare una mano.” La predica più dura, comunque, Don Rino la riserva a chi “ha il potere di organizzare, su una scala un po’ diversa dal semplice volontariato parrocchiale, una risposta al bisogno immediato e non lo fa. “Se a Roma, afferma il sacerdote dei poveri, riusciranno a fare una legge che riduca le buste paga dei politici bisogna che su scala minore si segua un po’ l’esempio. Non basta dire che non ci sono risorse, occorre fare una scaletta delle priorità. Perché fare i fuochi d’artificio? Perché spendere molto per alcune cose e non si spende per chi ha fame? Perché lasciare che la risposta ai bisogni sia affidata soltanto al volontariato privo di mezzi e ricco di mani e di cuore? E’ a rischio la pace sociale. La povertà è illegale! E’ un dramma, perché ti priva del futuro e della speranza.” La mensa per poveri è ormai una necessità. Per don Rino non si può continuare così a non fare nulla. “Non si può aspettare che a fare qualcosa sia il Capo del Governo, bisogna che anche qui nella nostra città si faccia qualcosa di più.” Lui insieme con i suoi collaboratori già fa tanto per alleviare la povertà, ma dice “non basta più.” Don Rino racconta il duro lavoro  dei suoi volontari e la rete di chi generosamente gli da una mano: sono 6 i supermercati cittadini dove l’anno scorso per ben 18 volte sono stati presenti i volontari raccogliendo oltre 120 quintali di viveri distribuiti a più di 200 famiglie povere. “Grazie a Dio qualcuno ci porta anche pollo, carne, uova. Abbiamo 4 forni, tre di Recanati e uno di fuori, che ci permettono di prendere il pane anche più di una volta a settimana. Ringrazio anche due bar che ci consentono il giorno dopo di andare a prendere, anziché buttarli, dolci o tramezzini.” Sono indifferentemente, italiani e stranieri a bussare alla porta della parrocchia per prendere un pacco da 12/15 chili di viveri.  C’è sempre dappertutto l’olio, che è la cosa più preziosa, poi zucchero, pomodoro e tonno, entrambi richiestissimi, molta pasta, legumi. Noi tamponiamo per quello che è possibile perché Don Vittorione diceva chi ha fame ha fame subito, non si può aspettare.”

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