BCC: ecco le cose che non vanno

 

Nota dell’avv. gerardo Pizzirusso e del dott. Marco Lorenzini. Quanto accaduto prima, durante e dopo l’assemblea del 25.05.2013 merita di essere portato a conoscenza di tutti i soci.

In primo luogo, all’ultima assemblea ha partecipato circa il 10 % della compagine sociale, a dimostrazione di una evidente lontananza e disamore dei soci verso la banca, frutto della politica della divisione della gestione Niccoli.

In secondo luogo, il Presidente, nel corso dell’assemblea, si è ancora una volta astenuto dal fornire risposte esaurienti ai quesiti (che di seguito vengono riproposti) che gli sono stati rivolti affermando cose non vere e sottacendo le gravi irregolarità commesse:

1) nell’assemblea del 26 maggio 2012 (e, prima ancora, nel corso della competizione elettorale) il Presidente aveva dichiarato che i vecchi amministratori erano responsabili per le perdite emerso nel bilancio del 2010 ed aveva letto una lettera della Federazione Marchigiana (allegata al verbale assembleare e, quindi, di pubblico dominio) secondo cui questo CdA doveva convocare “quanto prima“ un’assemblea per decidere sull’azione di responsabilità a carico degli ex consiglieri.

E’ passato un anno e non è successo nulla anzi, sabato scorso il Presidente ha detto nel suo intervento che occorre ringraziare il direttore Di Colli ed il Presidente Fiorelli della Federazione ed il Fondo perché l’azione di responsabilità non è all’ordine del giorno, evitando così una spaccatura della base sociale.

Si tratta di una dichiarazione di inaudita gravità: l’ordine del giorno chi lo decide, il CdA, la Federazione o il Fondo ? I soci non devono ringraziare nessuno ed hanno il diritto di sapere se ci sono i presupposti o meno per esercitare un’azione di responsabilità nei confronti degli ex consiglieri ed incalzato sul punto il Presidente ha detto con imbarazzo che a distanza di tempo è difficile stabilire se ci sono responsabilità e che tutte le banche che hanno fatto una simile azione hanno poi chiuso !! (E’ come dire che MPS, che ha intrapreso l’azione di responsabilità verso alcuni ex amministratori e verso l’ex direttore generale, dovrebbe chiudere a giorni, poiché questa è la spiegazione del Presidente Niccoli !!).

2) ancora una volta si è votata la nomina di un amministratore utilizzando la clausola di gradimento, la cui presenza nello statuto si rivela sempre più ingiustificata ed illegittima. Non c’è stato nessun intervento di sostegno tramite il Fondo e questa clausola è allo stato palesemente illegittima. Lo scorso anno il Presidente ha impaurito i soci per far votare l’assurda clausola di gradimento sostenendo che senza l’intervento del Fondo la banca avrebbe rischiato la paralisi ed il commissariamento (v. articolo apparso sul Corriere Adriatico del 24.04.2012). A distanza di un anno e di quasi due da quando la Banca di Italia ha sollecitato una patrimonializzazione tramite emissione di un prestito subordinato, questo Presidente e questo CdA non sono riusciti ad ottenere l’intervento del Fondo, prendendo in giro i soci e blindando la banca perché i soci non possono più liberamente scegliere amministratori e sindaci senza il gradimento del Direttore della Federazione Marchigiana. Prendiamo atto che il Presidente non ha saputo replicare alcunché a tali rilievi nel corso dell’ultima assemblea.

3) il Presidente non ha risposto alla domanda di un socio di chiarire i motivi del licenziamento dell’ex direttore generale, circostanza di indubbio interesse per la banca e per i soci vista la richiesta risarcitoria di oltre un milione di euro pervenuta alla BCC. Il Presidente si è limitato a dire che la banca ha ragione e che dunque non ci sono rischi di perdite. Una presunzione che ci lascia perplessi anche per le voci sempre più attendibili che parlano di forti ed immotivate pressioni esercitate dal Direttore della Federazione Marchigiana Di Colli. D’altro canto dubbi sulla legittimità del licenziamento sono stati chiaramente sollevati dall’ex consigliere avv. Marina Guzzini, professionista serio e preparato, che ha chiaramente fatto conoscere il proprio dissenso, sul piano legale, su tale licenziamento. Ed è proprio sulle recenti dimissioni dell’avv. Guzzini che il Presidente ha malamente tentato di fornire spiegazioni con riferimento a motivazioni personali, ma è stato clamorosamente smentito dallo stesso consigliere dimissionario il quale ha pubblicamente dichiarato che le stesse sono state determinate dai “…forti ed insanabili contrasti con il Presidente e con alcune delibere da ultimo adottate dal consiglio…”. E, aggiungiamo, l’avv. Marina Guzzini ha fatto chiaramente intendere che, secondo questo Presidente, chi osa dissentire, pur motivando il proprio dissenso, compie un mero ostruzionismo e non, come invece è, offre contenuti propositivi e di confronto.

4) la delibera di approvazione del bilancio 2012 è invalida. Il progetto di bilancio è stato depositato presso la sede entro il 15.04.2013 ovvero, prima della data del 29.04.2013 fissata per la prima convocazione dell’assemblea, mentre esso è stato modificato dal CdA in data 14.05.2013 ed i sindaci, nel pomeriggio del 20.05.2013, hanno depositato la relazione del collegio sindacale.

Questo CdA, con il colpevole concorso del collegio sindacale, hanno cambiato un bilancio nelle more dell’assemblea in prima convocazione e di quella in seconda convocazione, senza rispettare il termine di 15 gg. previsto per legge (art. 2429, comma 3 c.c.) per consentire ai soci di prenderne visione. In assemblea circolavano due bozze di bilancio, quello depositato il 15.04.2013 e quello depositato il 20.05.2013 a distanza giorni prima dell’assemblea.

Si tratta di una gravissima irregolarità imputabile ad amministratori e sindaci, espressione della inesistente considerazione che gli attuali organi sociali hanno dei soci. E non è vero che la modifica del bilancio sia stata imposta dalla società di revisione, poiché questa aveva già certificato il bilancio depositato il 15.04.2013. Ed il CdA ben poteva aumentare il fondo rischi, per la sopravvenuta sanzione, nell’esercizio 2013.

5) infine, alcune affermazioni di indubbia gravità emerse nel corso dell’ultima assemblea. Tutti i soci presenti hanno sentito come il Presidente abbia addossato la responsabilità della sanzione irrogata dal Ministero in capo al direttore della filiale ove sono avvenuti i fatti contestati: si tratta di un tentativo che lede la dignità di tutti i dipendenti poiché un capitano deve sempre difendere la squadra, ma chi si sente sovrano tratta tutti come sudditi. Il Presidente ha poi letto una pretesa lettera della Banca di Italia (che non ha però allegato al verbale assembleare e che, comunque, ha il dovere di rendere pubblica a tutti i soci) secondo cui l’unica governance per guidare la banca è quella attuale (meno male che esistono i salvatori della patria!) per seguire il piano di risanamento (ancora non approvato, dopo numerose versioni, dall’organo di vigilanza !!!), come se altri consiglieri o un diverso CdA non darebbero seguito al piano di risanamento !!!

Ma quel che più allarma e stupisce è che in tale lettera sarebbe scritto che questo CdA deve valutare sin d’ora ipotesi di aggregazione con altre banche. Si tratta di affermazioni di indubbia gravità poiché la Banca di Italia non sceglie di certo gli amministratori ed i sindaci (altrimenti i soci se ne possono restare a casa) e, soprattutto, non sollecita di certo fusioni o altre operazioni aggregative.

Non meritano invece commenti le dichiarazioni del vice-presidente che, non solo ha reso pubbliche informazioni concernenti Banca Marche discusse nell’assemblea della Fondazione Carima del giorno prima, ma ha addirittura detto, senza presunzione per carità…, che oltre questo CdA c’è il nulla.

Aggiungiamo, invece, che il peggio forse ci aspetta !

avv. Gerardo Pizzirusso dott. Marco Lorenzini

 

Lascia un commento