Il Tar da’ ragione a Dalla Casapiccola

Recanati. E’ ad una svolta importante la vicenda della casa colonica di via Passero Solitario, a due passi dal Colle Leopardiano, di proprietà di  Anna Maria Dalla Casapiccola, sul cui progetto di recupero la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici delle Marche aveva espresso parere negativo contro il quale il proprietario era ricorso al Tar. Il Tribunale Amministrativo delle Marche in questi giorni si è pronunciato accogliendo il ricorso e condannando la Soprintendenza al pagamento delle spese processuali ammontanti a 1.000 euro oltre ad Iva e Cpa. Con questa sentenza Anna Maria Dalla Casapiccola potrà finalmente vedersi sboccato il progetto di recupero e di risanamento della casa colonica e delle relative pertinenze (deposito attrezzi, fienile e porcilaia), con accorpamento di volumetria nei limiti previsti dal piano regolatore, e il trasferimento della volumetria residua  e non utilizzata in un’altra area, per ora dal Comune non ancora individuata. Secondo la Soprintendenza la costruzione di locali seminterrati avrebbero compromesso la struttura della casa colonica alterando l’attuale aspetto del paesaggio. I giudici del Tar hanno, però, ravvisato nel parere negativo ampi margini di discrezionalità, “volti ad esprimere un giudizio di valore su elementi per lo più estetici che inevitabilmente subiscono la soggettività e la sensibilità del valutatore”. Una motivazione considerata, quindi, generica che non individua “da una parte, quali siano le effettive caratteristiche del paesaggio tutelato che si intende salvaguardare, e dall’altra quali siano le effettive caratteristiche del progetto che si porrebbero in contrasto con le prime.” In altre parole secondo i giudici la Soprintendenza avrebbe dovuto fare un esame delle costruzioni esistenti e il loro impatto sul paesaggio e fare un raffronto motivato e circostanziato con l’immagine paesaggistica successiva all’intervento di recupero. La vicenda parte da lontano, quando anni addietro Anna Maria Dalla Casapiccola iniziò un difficile contenzioso con il  Comune, quest’ultimo preoccupato del fatto che sia la proprietaria di quella casa colonica che gli altri proprietari di immobili ricadenti in quella zona avessero acquisito il diritto, con sentenza del Consiglio di Stato, di edificare una maggiore cubatura rispetto a quella esistente. La vicenda venne stoppata finché Anna Maria Dalla Casapiccola giunse ad un accordo con il Comune con il quale, in cambio della trasformazione del fabbricato, rinunciava all’edificazione di una buona parte della cubatura da utilizzare in altra zona del territorio comunale, lontano comunque dal Colle. Giunta finalmente l’autorizzazione da parte del Comune, spuntò fuori l’ostacolo chiamato Soprintendenza che il Tar, però, a questo punto, ha rimosso. Il proprietario potrà quindi dar corso al progetto che prevede la realizzazione di una Country house con la stessa  fisionomia ed aspetto esterno della vecchia casa colonica, quindi in armonia con il paesaggio. In più, al posto del vecchio rudere, in profondo stato di degrado, la città potrà godere di una bella struttura recettiva in più.

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