Paolo Tanoni sfida Corvatta e Marangoni ad un dibattito pubblico

Paolo Tanoni, vuole un dibattitto pubblico con Fabio Corvatta e Enzo Marangoni, su temi importanti come il film su Leopardi, il biogas, la gestione della Banca delle Marche e la costruzione di un fabbricato sotto il colle dell’Infinito, per vedere, dice, “chi effettivamente fa l’interesse della città e chi, invece, rema contro il suo sviluppo.” Tanoni riferisce due episodi che lo hanno profondamente amareggiato.  “Ho saputo  che Martone (il regista del film su Leopardi ndr) è stato contattato da un cittadino recanatese (chiaro il riferimento a Corvatta ndr) che non aveva usato parole di encomio nei miei confronti perché sarei destituito di fondamento come produttore del film a causa dello scempio in cui mi sarei abbandonato al Colle dell’Infinito per una mia casa in via di costruzione. Naturalmente Martone ne è rimasto sorpreso e addolorato per avermelo fatto sapere.” Il secondo episodio è avvenuto durante una cena con gli amici del Liceo. “Uno di loro mi ha riferito di aver partecipato ad una assemblea pubblica, che riguardava un impianto a biogas in zona Romitelli, dove Enzo Marangoni si è vantato di aver bloccato queste iniziative e che coloro che erano interessati a tali impianti avrebbero rivolto poi le loro brame alla Banca delle Marche. Chiaro il fatto che il consigliere si rivolgesse a me. Ecco perché mi sono deciso di rompere il silenzio e lanciare l’idea di un dibattito pubblico.” L’idea del film nasce, racconta Tanoni, due anni fa. “Ho partecipato in Sicilia ad alcune riprese di un episodio della serie di Montalbano per un’amicizia con il regista Alberto Sironi. Ho notato che tutti i turisti che giravano da quelle parti non andavano a vedere i monumenti storici, i reperti archeologici ma la casa di Montalbano e i luoghi dove veniva girato il film. E’ allora mi è venuta l’idea di fare altrettanto a Recanati con Leopardi. Sironi, che è un grande appassionato del Poeta, aveva già pronta una sceneggiatura su Leopardi ma il produttore riteneva molto più valida un’altra e aveva selezionato Mario Martone come regista. Il direttore scientifico del CNSL mi ha cercato per verificare la sceneggiatura e ciò sarebbe altamente auspicabile. Fabio Corvatta, però, gli ha detto che non è il caso di parlarmi.” Per la realizzazione del film Tanoni avrebbe coinvolto molti imprenditori che gli hanno detto di si. “Il budget è 7 milioni e mezzo di euro e la somma è stato già integralmente raccolta ma siamo aperti a chi ci vuol dare una mano.” Poi Tanoni passa a parlare della sua casa per la quale molti stanno gridando allo scempio del paesaggio leopardiano. “Intanto l’opera è totalmente conforme allo strumento urbanistico ed ha tutte le autorizzazioni previste per legge. Il muro, assicura Tanoni, ad opera finita sparirà del tutto. Ci sono 5/6 architetti che stanno pensando come fare mentre altri stanno verificando le piantumazioni da effettuare. A metà dell’opera non si può dire se è bella o brutta, aspettiamo che sia finita.  Potevo fare una casa alta 9 metri e mezzo, l’ho fatta di un piano sfruttando solo la metà della cubatura che avevo a disposizione per buon gusto e amore di questi luoghi.” Infine Banca Marche per la quale si sarebbe messo a capo di una cordata per acquistarla. “Niente di più falso. Non c’è alcuna cordata, lo dico ufficialmente, ma solo una richiesta, da parte di alcuni soggetti istituzionali, che il mondo dell’imprenditoria si faccia carico di questo problema.” Tanoni non ha remore ad esprimere un giudizio nettamente negativo per come è stato gestito sino ad oggi l’istituto bancario ma si rende disponibile, da esperto nel settore, ad analizzare l’intera vicenda e a suggerire tecnicamente le soluzioni possibili.

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