Verità rinviata

Continua a suscitare interesse il giallo del dipinto “Il Fienile Protestante” esposto un anno fa nel Museo di Villa Colloredo Mels e presentato come l’ultima opera di Van Gogh. Come si ricorderà si accese allora un’animata disputa sulla sua reale attribuzione al pittore fiammingo sulla quale si sarebbe dovuta porre la parola fine nella primavera di quest’anno. Era stato assicurato, infatti, dai curatori della mostra che il dipinto, dopo l’iniziativa recanatese, sarebbe stato oggetto d’indagini accurate e di ulteriori ricerche i cui risultati sarebbero stati portati a conoscenza nel corso del convegno che programmato nella primavera 2013 al Politecnico di Torino. Neanche Andrea Marinelli, assessore alle culture nella cittadina leopardiana, ha notizie fresche in merito. “A primavera si doveva tenere a Torino, su iniziativa del Politecnico, dice Marinelli, un convegno dove si dovevano presentate i risultati delle ultime analisi condotte sul quadro che avrebbero detto finalmente se dietro a quel paesaggio c’era o no la mano del famoso poeta fiammingo. Ma ancora non se ne è fatto nulla e si parla ora di dopo l’estate.” Marinelli naturalmente si augura che gli studiosi riescano quanto prima a mettere la parola fine a questa vicenda che, dice, “l’anno scorso ha acceso un dibattito vivacissimo dove sono stati coinvolti anche personaggi estrosi, alcuni bizzarri, altri molto competenti.” Come si ricorderà, allora, intervenne persino l’Ambasciata d’Olanda a Roma, d’intesa con il Consolato olandese in Italia e l’Istituto olandese di Firenze, che aveva chiesto ufficialmente di non essere associata all’evento e di togliere qualsiasi riferimento di queste istituzioni dal catalogo della mostra.

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