Se lo scopo dello spot milionario di Dastin Hoffman era quello di promuovere l’immagine delle Marche, non si può negare che in qualche modo lo stia raggiungendo anche se fra mille polemiche. Anzi, sono proprie queste, come l’impietosa critica della cantante Mina che boccia, dalle colonne del quotidiano La Stampa, lo spot dell’attore americano giudicandolo una ”demoralizzante performance” per la quale ”sarebbe andato benissimo anche Oliver Hardy”, ad aver alzato incredibilmente l’attenzione verso la nostra regione. Bene si dirà, anche se lo spot non è da molti gradito e lo si poteva forse far interpretare da bravi attori italiani, come ha consigliato la nota cantante. Dalla mischia dei cori contrastanti, per ora si tengono prudentemente lontani gli eredi del poeta Giacomo. La contessa Anna non lo ha neppure visto lo spot di Hoffman, sa solo che non si parla di Recanati nè della Biblioteca leopardiana. Una delusione che è comune a tantissimi recanatesi che, più che i versi della celebre lirica un pochino strapazzati, si aspettavano di vedere almeno un fotogramma che riguardasse Recanati, il suo paesaggio e i luoghi leopardiani, perlomeno quello che ha ispirato i versi del poeta: il Colle dell’Infinito. Niente di tutto questo. Recanati è cancellata come se fosse una città fantasma, pure immaginazione del suo poeta universale. Anche il conte Vanni si tiene alla larga dalla bagarre. Lui in questi giorni è in Spagna e non ha avuto ancora l’occasione, ci dice, di vedere lo spot e di esprimere un giudizio. Sarà vero? Giudizi positivi invece li hanno espressi finora autorevoli critici: Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, e il linguista e critico letterario Giorgio De Rienzo. Sulle critiche di Mina e di altri commentatori c’è, per ora, il più ferreo no comment dalla Regione Marche che ha commissionato lo spot e che non ha risposto ne’ alle lodi ne’ alle critiche. Da ambienti dell’amministrazione, però, si fa notare che l’operazione si è dimostrata azzeccata e coraggiosa proprio per le reazioni suscitate tra esponenti di primo piano della cultura e della società e per il fatto che ha innescato un dibattito a livello nazionale. Di tutt’altro parere Giancarlo D’Anna, consigliere regionale PdL, che contesta i tempi e i modi con cui è stata gestito il bando che ha consegnato nelle mani dell’ex assessore alla cultura delle Marche Solari oltre 300.000 euro per la regia di uno spot. Non ci convincono, dice ancora D’Anna, i silenzi della Giunta Spacca che, nel farsi bella con i soldi della Comunità Europea, cerca di convincere gli operatori turisti sulla bontà dell’operazione. Dopo anni di disattenzione, una volta trovati i fondi si spendono in buona parte per pagare l’ex assessore Solari, non si programma niente per il futuro, si penalizzano registi marchigiani e attori italiani, si attirano tante di quelle critiche che non hanno niente a che fare con la politica ma col buonsenso e la logica. Come operazione di promozione niente male.
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