Un grande progetto per consolidare e allargare l’esperienza del Centro Socio Educativo di Villa Teresa e costruire un futuro sicuro per i disabili con la possibilità di essere ospitati in una struttura cittadina anche nelle ore notturne. Ne hanno discusso il Sindaco Francesco Fiordomo, l’Assessore ai Servizi Sociali Tania Paoltroni, il Presidente della Fondazione Ircer Alfredo Moretti, il dirigente Foglia e la responsabile della Pars Pistonesi con le famiglie e le operatrici. Il Centro Socio Educativo è stato di recente accreditato a livello regionale grazie ai lavori di messa a norma e di sistemazione dei locali finanziati dall’Amministrazione Comunale. L’accreditamento presuppone una nuova organizzazione: le famiglie inizieranno a sostenere le attività con una piccola integrazione, modulata in base al reddito delle famiglie stesse, e si cercherà di reperire nuovi fondi che consentano di ampliare il servizio e realizzare l’ambizioso progetto di una “casa famiglia” per disabili gravi all’interno degli Ircer.
L’esperienza della “casa famiglia”; già sperimentata con quattro ragazze del Villaggio delle Ginestre, potrebbe essere riproposta per evitare ad alcuni dei disabili del Centro Socio Educativo di rimanere soli e di essere ricoverati chissà dove. Un ambiente amico, familiare, accogliente, che mantiene gli stessi volti amici e la stessa gentilezza delle operatici storiche della struttura, che allevia le fatiche dei familiari anche in alcuni momenti ed alcune situazione contingenti, che riesce a stimolare i disabili, a coinvolgerli, a farli sentire parte attiva di un progetto di solidarietà e dignità. “Sono quattro i pilastri di questa iniziativa che vogliamo mettere punto per garantire il futuro di questi ragazzi, che ragazzi non sono più anagraficamente, e delle loro famiglie che in molti casi sono angosciate dall’invecchiamento dei genitori – apostrofa il sindaco Francesco Fiordomo -.
Cosa sarà di questo ragazzo quando io non ci sarò più? Una comunità che si rispetti deve dare una risposta concreta, non a chiacchiere, a questa domanda rivolta alle Istituzioni. Questo vogliamo fare con gli Ircer. La prima questione riguarda l’accreditamento e le nuove normative nazionali e regionali che dobbiamo rispettare. Secondo: allargare la presenza nel Centro, come sta avvenendo nell’ultimo periodo, a nuovi ragazzi, ed intensificare la collaborazione con La Ragnatela e Terra e Vita. Terzo: proseguire il percorso con le operatrici della Pars che garantiscono passione e competenza. Quarto: dare un letto, un’assistenza adeguata, un abbraccio a chi non potrà più restare in famiglia. Per sempre”.
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