Recanati. Vanno avanti senza sosta i lavori della Piazza verde di Villa Teresa che hanno sollevato tante proteste da parte del comitato di quartiere e del Consiglio pastorale che si son visti privare dell’unico polmone verde in un’area centrale del nucleo abitato. Battaglia, però, persa nei confronti del Comune che non ha voluto sentir ragione malgrado la forte contestazione del comitato e di don Rino Ramaccioni, parroco di Cristo Redentore. L’amministrazione non ha mai risposto neppure alla richiesta, avanzata dal Consiglio pastorale nel tentativo di giungere ad una mediazione, della concessione alla parrocchia di alcune aree.
“Troppo cemento in una zona già molto popolata! Dice il parroco Don Rino che ritorna sulla ferita ancora aperta, ultimamente costretto, persino, a minacciare di sporgere denuncia per un marciapiede in costruzione che era stato avanzato di parecchi centimetri sul lato di via dei Politi. “Sono riuscito a farlo arretrare di 30 centimetri. Penso che molti andranno a sbattere lì, anche quelli che andranno a piedi. Ho visto persone in carrozzina o mamme con passeggini camminare sulla strada perché il marciapiede non è fruibile.”
Ma i parrocchiani non si arrendono malgrado lo stato avanzato dei lavori. L’altro giorno il comitato si è incontrato con il vescovo Marconi ma nulla è finora trapelato su quello che sin detti. “La comunità di Villa Teresa, ritorna all’attacco don Rino, non ha accettato questo progetto anche perché si è distrutto un bene come il verde. Un bene pubblico che era di tutti concesso per farci un supermercato!” Si è impedito, ricorda il parroco, “a ragazzi, giovani, bambini della scuola, dell’asilo, di due centri sociali, di un centro diurno per disabili e della parrocchia di usufruire dell’unica area verde della zona. Il quartiere aveva detto di che cosa aveva bisogno ma, purtroppo, ha prevalso l’interesse di un altro, di un privato, del tutto legittimo, per carità, ma non a spese della collettività. L’imprenditore è a posto ma è la scelta politica che è sbagliata. Ho saputo anche che non esiste il progetto per realizzare il bagno pubblico che chiedevamo perché lì il martedì si tiene il mercato con tanta gente che passa.”
Quello che Don Rino non riesce ancora ad accettare è sentirsi tradito da promesse date e non mantenute: “Durante la campagna elettorale (del maggio scorso ndr) si è smesso di lavorare al progetto solo per tattica, anzi si è garantito che il verde non sarebbe stato toccato: detto più volte, scritto in un comunicato dell’Amministrazione, ribadito in un comizio. Finite le elezioni il disastro. Io stesso all’inizio, quando ho incominciato a sentir parlare del progetto, ho chiamato il sindaco e lui mi ha detto che avrebbe fatto un incontro con il quartiere quando, invece, era stato già tutto deciso e i contratti firmati.”
Don Rino festeggia quest’anno i suoi 50 anni di sacerdozio e lo farà a Roma, a maggio, celebrando una messa in una chiesa della capitale insieme a Papa Bergoglio. Una grande soddisfazione che non mitica, però, l’amarezza per i suoi parrocchiani che si son visti portare via il loro parco.
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