Piango sulla tomba di Gigli non solo per l’affetto che ho sempre dimostrato, e non solo prima delle elezioni. Perché ogni cosa nella nostra città, anche la più semplice, deve diventare oggetto di polemiche tanto roventi quanto ridicole. Non rivendico alcun merito particolare. Semplicemente dico un fatto: sono stati presentati emendamenti spot per aver un contributo per il restauro della tomba di Gigli. Questi emendamenti sono stati sempre bocciati perché non concordati e presentati in contesti di altri emendamenti fortemente demagogici e per nulla costruttivi. Oggi, grazie al mio sub emendamento e al fatto di aver convinto l’intera maggioranza in consiglio regionale, abbiamo a disposizione un utile cifra per iniziare una seria progettazione.
I soldi saranno in mano al Comune che potrà, con altri contributi e proprie risorse, realizzare il restauro della tomba. Dire che esistevano 30 mila euro è quasi patetico: non c’era nulla perché un emendamento non è una decisione e e non viene votato è pari a zero. Oggi Recanati ha un contributo grazie a Marconi che lo ha proposto e alla sua maggioranza che lo ha votato. Il resto sono chiacchiere e polemiche elettoralistiche.
Non consento a nessuno, inoltre, di giudicare i miei sentimenti. Il mio amore per Gigli è documentato negli anni da tante iniziative: la riorganizzazione e l’ampliamento del museo gigliano così come la fondazione della civica scuola di musica Beniamino Gigli con i primi consistenti contributi concessi dal Comune quando ero sindaco, le celebrazioni per il primo centenario gigliano organizzate e avviate da assessore alla cultura e concluse da sindaco con grandi concerti e iniziative di prestigio nazionale. Anzi sono stato spesso accusato di essere eccessivamente gigliano e poco leopardiano. Riguardo a Gigli faccio parlare i fatti, altri chiacchierano e basta.
Ancona, lì 11 aprile 2015
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