Sequestrati immobili dalla Guardia di Finanza per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Si è da poco conclusa l’operazione “Ghost Leather”, che ha visto impegnati i militari della Compagnia Guardia di Finanza di Civitanova Marche nei confronti di soggetti economici operanti nel settore calzaturiero e nel commercio di pellame. L’operazione ha permesso di individuare un sodalizio criminoso costituito per eludere il fisco e consentire l’evasione a terzi, attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. L’attività è scaturita da un monitoraggio di soggetti frequentatori di alcuni famosi casinò d’Italia che, a fronte di esigui redditi dichiarati, avevano elevate disponibilità finanziarie.

Pertanto, sono state intraprese delle verifiche fiscali con relativi accertamenti bancari nei confronti di un considerevole numero di soggetti fisici e giuridici.

In particolare, nel corso delle attività ispettive effettuate nei confronti delle società marchigiane, sono stati individuati soggetti economici campani che avrebbero dovuto fornire manodopera e pellame alle imprese in questione che operavano in totale evasione d’imposta, non avendo provveduto alla presentazione delle dichiarazioni annuali.

I dati e le notizie acquisite nel corso dei controlli esterni, raffrontate con la documentazione amministrativo-contabile delle predette società verificate e con le risultanze emerse dalle annotazioni riportate nella documentazione bancaria acquisita, hanno permesso di accertare l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti da parte delle tre società verificate, le quali pur avendo come oggetto sociale la fabbricazione di parti e accessori per calzature, non hanno mai avuto dipendenti, non erano fornite di attrezzature o macchinari e non disponevano né di laboratori per la lavorazione dei prodotti, né di magazzini dove conservare sia le materie prime sia i prodotti finiti.

Alla luce di quanto sopra è risultato evidente che le società marchigiane fossero state create e tenute in attività per essere utilizzate come "cartiere" per eludere il fisco e consentire l’evasione a terzi beneficiando dell’incasso dell’iva sulle vendite, che è stata compensata contabilmente dalle F.O.I. annotate in acquisto.

In particolare, tali società hanno emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti di aziende marchigiane compiacenti, le quali occupandosi della lavorazione delle tomaie per conto dei più grandi marchi nel settore calzaturiero hanno pochissimo margine di evasione e pertanto hanno fatto ricorso all’annotazione di dette F.O.I. al fine di aumentare i costi ed abbattere i ricavi.

Oltre alle predette attività, sono stati effettuati altri controlli fiscali e sono stati segnalati a Reparti del Corpo sparsi in tutta Italia, per verificare i numerosi soggetti utilizzatori delle F.O.I. emesse dalle società verificate, al fine di accertare l’avvenuto inserimento di detti costi fittizi nelle rispettive dichiarazioni annuali.

Le attività ispettive hanno permesso di accertare elementi negativi di reddito non deducibili (relativi a F.O.I. registrate) per € 10.392.334,38, F.O.I. emesse per € 9.679.177,16, iva dovuta per € 4.038.405,35, iva relativa per € 2.079.052,98, iva non versata per € 39.216,40, base imponibile Irap sottratta a tassazione per € 10.392.334,38, la scoperta di nr. 01 evasore totale, la denuncia a piede libero di nr.  31 persone.

Inoltre, il G.I.P. del Tribunale di Macerata ha emanato nr. 05 provvedimenti ex art. 321 c.p.p.  con i quali è stato disposto il sequestro preventivo di beni nella disponibilità di nr. 09 indagati fino al raggiungimento di complessive € 3.409.567,30 a fronte di un'imposta evasa ammontante a € 7.023.897,21. L'esecuzione dei predetti decreti ha consentito il sequestro di 5 immobili, disponibilità di danaro e/o titoli equipollenti, un autovettura d'interesse storico e un motoveicolo.

 

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