Sotto la scure degli ispettori del ministero cadono i compensi percepiti dal personale per partecipare alle commissioni di concorso

Accidenti a quegli ispettori del Ministero dell’Economia e Finanze che sono venuti a ficcanasare nel dicembre 2013 fra le carte del Comune e i provvedimenti adottati a favore del personale dipendente. Il dirigente del settore ragioneria in questi giorni ha provveduto ad adottare un atto con il quale chiede indietro la cifra di circa 2000 euro complessivi a 5 dipendenti che nel 2008 a diverso titolo hanno partecipato come componenti di commissione di concorso. Per quel lavoro, fatto per lo più all’interno del normale orario di servizio, avevano ottenuto un piccolo compenso extra che, però, in base alle risultanze della verifica amministrativo-contabile ministeriale non era proprio dovuto per il principio di onnicomprensività dello stipendio per il personale comunale dell’area non dirigenziale. C’è anche una sentenza del TAR Veneto che ribadisce che la partecipazione dei dipendenti interni alle commissioni giudicatrici di concorso va remunerata con la normale retribuzione, se svolta durante l’orario di servizio, o come lavoro straordinario se svolto al di fuori di esso. Da qui la scelta di recuperare i compensi percepiti “illegittimamente” dai dipendenti interessati. Si tratta di F. V. chiamata a restituire, 158 euro, mentre ne  percepisce 63,32 come lavoro straordinario, S. L, (restituisce 158 euro e ne percepisce 103,13 come straordinario), B. L. (restituisce 403 euro), T. F. (restituisce 403 euro ) e S. R. (restituisce 993 euro). “Si tratta di uno dei tanti rilievi sollevati dagli ispettori ministeriali, precisa Antonio Bravi, vice sindaco e assessore al bilancio, per il quale non abbiamo avuto elementi per contestarlo per cui abbiamo l'obbligo di mettere in atto quanto prescritto dalla verifica. C'erano alcuni atti del 2008 in cui si erano riconosciute al personale dipendente non dirigente indennità aggiuntive rispetto alla normale retribuzione per la loro partecipazione alle commissioni concorsuali. Per quanto riguarda il recupero delle somme ci si accoderà con il personale stesso per farlo in maniera dilazionata anche se si tratta di cifre minime. Sono quasi tutte persone ancora in forza al comune, solo una è in pensione e con lei ci sarà un piano di rientro.” Diversa, secondo Bravi, la contestazione che riguardava la partecipazione del segretario alle riunioni del Nucleo di Valutazione percependo un gettone di presenza. “Qui ci sono diversi elementi per dire che il nostro comportamento era stato corretto e abbiamo contestato le risultanze dell'ispezione ma ancora non sappiamo nulla sull'esito delle nostre controdeduzioni.” Per il segretario Montaccini era stato contestato anche l'incarico di direttore generale avuto sia a Recanati che a a Montecassiano. “L'ispettrice, spiega Bravi, sosteneva che Montecassiano, essendo un Comune sotto i 15 mila abitanti, non poteva avere un direttore generale se non in convenzione. Però quel comune, pur essendo piccolo, aveva la dirigenza che, quindi, legittimava anche la presenza del direttore generale. Per quanto riguarda la quantificazione del compenso secondo l'ispettrice, seppur il segretario svolgeva mansioni diverse, non si potevano sommare più compensi. Da un punto di vista logico non fa una piega, continua Bravi. Noi, però, abbiamo rifatto fare la quantificazione del compenso a posteriori e, anche tenendo conto del rilievo ministeriale, la sua valutazione non cambia perchè è vero che si riducono alcuni punteggi ma non è in maniera tale da generare una riduzione anche del compenso.”

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