Venduto Palazzo Antici ad una società osimana

Venduto Palazzo Antici di Recanati, la casa che fu di Adelaide, mamma di Giacomo Leopardi, che in quelle stanze convolò a nozze con il nobile Monaldo. La notizia è di quelle che non allarga il cuore dei recanatesi, anche se ora l’immobile, che da tempo versa in un grave stato di degrado, dal tetto agli interni, fino alle dipendenze esterne che si affacciano su viale Badaloni, potrà essere finalmente ristrutturato. C’è ancora il riserbo più assoluto sulla vicenda: l’unica cosa che è trapelata è che ad aggiudicarsi in via provvisoria l’asta, ad un prezzo di un milione e 200 mila euro, è stata una società di Osimo, l’unica offerente, forse attratta dalla possibilità di trasformare il palazzo, che racchiude al suo interno secoli di storia in uno scenario di stanze (oltre 30) tutte affrescate ed alle quali si accede attraverso tutte porte originali e di ineguagliabile fattura del ‘700, in una residenze di lusso o, magari, in un albergo vista anche la sua collocazione in piena zona leopardiana, ultimamente al centro di una grande attenzione mediatica grazie anche al film di Martone “il giovane favoloso”. La società, che ha pagato una cauzione, sul prezzo di aggiudicazione, ha ora trenta giorni di tempo, cioè sino al 14 maggio, per saldare la rimanenza, semmai perderà ogni diritto.  Era il novembre del 2012 e il martelletto del banditore, presso lo studio notarile di Sabino Patruno, batteva a vuoto per la vendita dell’immobile, allora valutato, come base di partenza, 1 milione 870.000 euro, un prezzo sicuramente al di sotto del suo reale valore ma che teneva conto, appunto, delle notevoli risorse economiche necessarie per recuperare l'edificio. La vendita, molto probabilmente, riguarda solo la parte dell'immobile di proprietà degli eredi Lavinia Antici e Andrea Spinelli ed esclude sicuramente l'archivio storico presente al suo interno, che è di proprietà di altri eredi della famiglia Antici-Mattei. Per tutto questo prezioso materiale, che racchiude secoli di vita e preziosi documenti riferiti a casa Leopardi: lettere del poeta Giacomo, della sorella Paolina  e del padre Monaldo, si dovrà trovare una nuova collocazione. Ma dove? Rimarrà a Recanati o sarà trasferito altrove? Un interrogativo che angoscia ancor di più i recanatesi. Il nobile palazzo non è più abitato da quasi vent’anni ed è da allora che è iniziata una preoccupante accelerazione del suo degrado strutturale con problemi di stabilità non solo del tetto ma anche delle pareti esterne dell’edificio che si affacciano sulla stretta e caratteristica via dei Cappuccini e su quella sottostante e più ampia via Badaloni.

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