Volano gli stracci in casa del Pd maceratese con tanto di lettera di protesta che Gianfilippo Simoni, coordinatore recanatese del partito, ha inviato al segretario regionale Francesco Comi. Tutto parte dall’iniziativa di quest’ultimo di costituire un organismo di commissariamento della federazione di Macerata a seguito delle dimissioni della segretaria Teresa Lambertucci. Simoni risponde all’appello aderendo prontamente alla chiamata di Comi con la garanzia, tiene a chiarire lo stesso Simoni, “che tale decisione fosse statutariamente legittima e con lo spirito di contribuire al tentativo di avviare un percorso di riappacificazione della nostra federazione.” Ma le cose non sono andate proprio così tanto che Simoni, a distanza di 24 ore, ci ripensa comunicando le proprie dimissioni. Il motivo sta tutto nella riunione strategica, convocata da Comi per discutere sui futuri assetti politici della Provincia e Regione, in modo particolare sulla composizione della nuova giunta regionale. Ma a quella riunione nessuno dei componenti dell’organismo di commissariamento della Federazione di Macerata era stato invitato. Lo scrive chiaramente Simoni quando afferma che “non solo non sono stato invitato a prenderne parte ma addirittura ne sono stato tenuto all'oscuro. Ho compreso con amarezza, aggiunge il coordinatore PD di Recanati, che il clima di collaborazione, che si era avviato in campagna elettorale, non aveva lo scopo di riavviare un percorso di unità ma evidentemente si basava sul solito metodo di scarsa trasparenza e furbizia che io non condivido e che, anzi, combatto.”
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