Botta e risposta con il consigliere regionale UDC Luca Marconi

E’ sereno Luca Marconi, soddisfatto di essere tornato a sedere nel Consiglio Regionale seppur in una situazione politica difficile per il suo partito che si è diviso in due nella scelta di andare con Spacca e il centro destra o di rimanere fedeli al centro sinistra appoggiando il nuovo presidente Luca Ceriscioli.

  1. Si aspettava un posto in Giunta o la presidenza del Consiglio?

Non me lo aspettavo semplicemente perché non ho mai chiesto ne l’uno nell’altro. Il “posto” me lo hanno assegnato gli elettori marchigiani. Mi è stato offerto dal Presidente l’incarico di assessore che ho rifiutato secondo una scelta condivisa nel mio partito per un assessore esterno al fine di assicurare una maggiore rappresentatività alla nostra lista UdC.

  1. Poteva fare una scelta diversa Ceriscioli rispetto alla candidata pesarese non eletta?

Non ho elementi per discutere questa scelta del presidente. Sta di fatto che Loretta Bravi è la donna in liste UdC che ha preso più voti e credo che sarà seria e puntuale nell’azione di governo.

  1. E’ d’accordo sul criterio, ormai comune a molti sindaci e presidenti di Regione, di favorire una parità di genere?

Ogni indicazione su questa materia ha i pro  e i contro. Su una cosa non sarò mai d’accordo e cioè l’obbligatorietà di elezione e presenze di maschi e femmine stabilita per legge. Quando si tratta di scelte libere di sindaci o presidenti va tutto bene. Certamente se di tratta di esecutivi, come giunte o governo, deve prevalere comunque il dato della competenza che può portare a scegliere tutti uomini o tutte donne senza alcun problema. Quando si viene votati invece la scelta del popolo deve essere libera e insindacabile perchè sulla strada delle quote obbligatorie si finisce a fare parlamenti e consigli di tipo corporativo.

  1. Pensa che ci siano ora prospettive diverse per la sanità locale e in modo particolare per l’ospedale di Recanati?

Non ne vedo il motivo. L’impegno è per fare subito le case della salute per aumentare e perfezionare la diagnostica, abbassare i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali e le code ai pronto soccorsi. Ci vuole una copertura dell’assistenza sanitaria tutti i giorni, per evitare che da venerdì pomeriggio alla tarda mattinata di lunedì a rispondere alle esigenze di cura siano solo i pronto soccorso degli ospedali per acuti e i punti di primo intervento. Ci vuole insomma una diretta integrazione fra l’opera dei medici di base e gli ospedali con qualche cosa in mezzo che siano appunto le case della salute. Per Recanati deve partire la casa della salute, finire la spesa del milione e duecentomila euro per la dialisi e le ristrutturazioni. Nuovi servizi possono nascere nella logica della collocazione delle prestazioni non in emergenza fuori dagli ospedali per acuti come Civitanova Marche e Macerata.

  1. Cosa si aspetta ora da Ceriscioli. Un tema che le sta a cuore e sul quale si impegnerà.

Da Ceriscioli mi aspetto il rispetto del programma di governo regionale con la priorità al  lavoro e alla famiglia, il reperimento dei trenta milioni che mancano al bilancio del servizi sociali, il sostegno al credito d’impresa e grandi prospettive per l’internazionalizzazione per creare ricchezza e nuovi posti di lavoro. Personalmente ripresenterò alcune proposte fatte nella precedente legislatura e tutta una serie di provvedimenti per risparmiare sulla macchina amministrativa ed aumentare il sistema dei controlli sul denaro che la pubblica amministrazione regionale e comunale spende per erogare servizi e nel concedere contributi. Sono sempre più convinto che deve crescere in Italia una mentalità civica fondata sul rispetto della legge, ma anche sulla conoscenza dell’amministrazione che è il vero esercizio della politica, più delle leggi dei proclami e delle polemiche. 

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