Il premio Giacomo Leopardi a Mario Martone

Non c’era la consueta austerità accademica, che si vive ogni anno all’Aula Magna del Comune nel giorno del compleanno del poeta Giacomo Leopardi: al contrario, la magnifica ed imponente aula rossa, inaugurata nel primo centenario della nascita del poeta da Giosuè Carducci, si è animata di una elettrizzante atmosfera di festa all’arrivo dell’ospite più atteso di queste celebrazioni, Mario Martone, autore del film “Il giovane favoloso.” Il regista è stato accolto da un grande applauso dal numeroso pubblico presente che non ha lasciato un angolo vuoto della sala a testimoniare  la grande riconoscenza che la città gli deve per aver dedicato una delle sue più importanti pellicole proprio al suo figlio più illustre e per aver contribuito ad espandere nel mondo, in ambienti sino a ieri appena sfiorati dalla sua fama, la conoscenza della sua poesia e della sua tormentata vita. C’era anche, naturalmente, la curiosità di vedere come Martone, da ieri cittadino onorario di Recanati, se la sarebbe cavata in questo arduo compito di sostituire gli insigni studiosi del pensiero e della poetica leopardiana. Ebbene, alla fine, per il regista c’è stata una vera ovazione superando, così, a pieni voti il severo giudizio dei recanatesi e dei letterati, presenti alla cerimonia. “Voi vi sbagliate, ha detto. Io non ha fatto un film su Leopardi ma con Leopardi” spiegando che il poeta è stato il protagonista di tutte le sue scelte da regista perché “tutti noi lo sentivamo uno di noi.” A Martone il presidente del Centro Nazionale Studi Leopardiani, Fabio Corvatta, ha consegnato, quindi, il premio “Giacomo Leopardi” mentre all’avvocato Paolo Tanoni un’attestazione di benemerenza per ringraziarlo di aver creduto sin da subito nel progetto e di essersi impegnato nel reperimento dei fondi necessari. Che quella di ieri fosse una giornata del tutto particolare per Recanati lo testimonia anche la presenza, sin dal mattino, in città di Elio Germano, il pluripremiato interprete del “giovane favoloso” che insieme al suo regista sono saliti sul Colle leopardiano (l’orto dell’ex convento di Santo Stefano, oggi sede del Centro Mondiale della Poesia) per ricevere dal sindaco Fiordomo la cittadinanza onoraria. “Un sogno che si è realizzato, ha detto il primo cittadino, perché la città tutta ha partecipato alla realizzazione del film. È quasi naturale che Mario ed Elio diventino recanatesi, in realtà lo sono già nei fatti. Abbiamo solo formalizzato questo rapporto di stima e amicizia.”

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