L’azienda recanatese, che si occupa di prodotti di design in plastica, ha deciso il ricorso all’ammortizzatore per un anno per fronteggiare la riduzione delle vendite con l’impegno, in accordo con le organizzazioni sindacali, di monitorare l’andamento del fatturato e il ricorso alle giornate di riposo ogni due mesi. Il calo di fatturato negli ultimi anni è stato quasi una costante ed anche nel 2014 il bilancio si è chiuso con un disavanzo significativo che ha spinto l’azienda alla fine ad optare per un anno di cassa integrazione straordinaria per allineare il costo del personale al fatturato dopo una estenuante trattativa con le rappresentanze sindacali, in particolare Marco Ferracuti per la Cisl e Vincenzo d’Alessandro per la Cgil. L’accordo prevede che per circa 50 operai i giorni di cassa integrazione sia di due giorni a settimana mentre per gli indiretti e impiegati, in tutto una sessantina di dipendenti, la cassa integrazione non potrà essere superiore in un anno al 50%. Questo significa che nessuno resterà a casa a lungo. I dipendenti sembrano aver compreso la situazione accettando, senza creare particolari tensioni, questa ulteriore misura restrittiva delle giornate lavorative. D’altra parte non sono nuovi ad affrontare momenti difficili. Nell’aprile scorso si era aperta una nuova fase di cassa integrazione limitata a tre giorni a settimana interrotta, un mese dopo, per un’importante commessa per la realizzazione di oggetti promozionali che ha permesso alle macchine di riprendere a lavorare a pieno ritmo. Ora però la situazione si è fatta di nuovo difficile anche se giunge la notizia che l’azienda ha vinto un importante appalto per la campagna promozionale della Coop. Commesse, però, che appaiono sporadiche e che da sole non possono risolvere il calo generale di fatturato. Per una vera inversione di tendenza è importante che si guardi ai mercati esteri perché in Italia la recessione ha drasticamente ridotto le vendite.
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