“Dobbiamo preservare i luoghi leopardiani!” E’ l’appello lanciato da Sergio Beccacece, ex assessore e direttore del corso di storia locale all’Università Permanente di Recanati. Beccacece cita alcune situazioni che stridono con l’interesse su Leopardi e la sua poesia esploso con la realizzazione del film di Mario Martone, “Il giovane favoloso.” Beccacece, ad esempio giudica grave il fatto che l’ex Grottino, l’area posta proprio all’ingresso del Colle dell’Infinito, sia stato inserito dall’amministrazione comunale, nel piano triennale fra i beni da alienare. “Se si vende il Grottino a privati, afferma, si va contro lo spirito di preservare i luoghi leopardiani.” Lungo è l’elenco purtroppo dei luoghi particolarmente belli della città che, purtroppo, sono abbandonati, chiusi o maltenuti. Cita il caso della chiesa di San Vito dove, entrando sulla destra, c’è l’oratorio della Congregazione dell’Assunta dei nobili recanatesi. Nella chiesa è conservata una tela del Pomarancio e poco distante la tomba di padre Bobadilla, fondatore della Compagnia di Gesù alla quale appartiene Papa Francesco. Giacomo Leopardi, da giovanissimo, più volte ha tenuto in questo oratorio, in occasione di solennità religiose, i suoi discorsi sacri. Purtroppo, però, oggi l’edificio è chiuso per la maggior parte dell’anno e viene aperto solo in occasione di mostre e durante la settimana di Pasqua per il rito del venerdì santo. Beccacece ricorda come sia chiusa da anni anche Santa Maria in Varano, nota come la chiesa del cimitero, cara ai recanatesi e molto frequentata un tempo dai fedeli, dove sono conservati i resti mortali della famiglia di Giacomo Leopardi: fra gli altri del padre, il conte Monaldo, della madre Adelaide e della sorella Paolina. Passando al Chiostro di Sant’Agostino, da dove si osserva la Torre del Passero Solitario, purtroppo ancora sono presenti le orrende arcate in ferro che sorreggono le volte dell’antico convento degli agostiniani. Beccacece ha notato infine, di recente, nelle sue passeggiate lungo le mura della città, la presenza in via Badaloni di un gazebo, una struttura in metallo luccicante, e di un nuovo parapetto che si eleva sopra le mura sforzesche del quattrocento. Il gazebo è posto nel giardino dei frati cappuccini di Montemorello, frequentato da bambino dal poeta, come riferisce lo storico e letterato Vincenzo Spezioli nella sua guida turistica della città realizzata nel primo centenario della nascita di Giacomo Leopardi. “Fa senso che questi luoghi che ho citato, invece di essere curati e preservarti, siano abbandonati o violati. Almeno certo manufatti andrebbero modificati per renderli meno impattanti.”
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