Una organizzazione che fa acqua da tutte le parti. Massaccesi a ruota libera su emergenza e casa della salute

Lancia dure critiche Daniele Massaccesi, medico di medicina generale ed ex assessore alla sanità a Recanati, contro la cattiva organizzazione dei servizi sanitari, evidenziata maggiormente in questo periodo dove il caldo ha creato forti disagi ad anziani e malati. Massaccesi non si spiega come in piena emergenza caldo e con il particolare afflusso turistico di questi giorni in città e sulla costa non si siano potenziati i diversi Pronto Soccorso, ad iniziare proprio dal punto di primo intervento recanatese. “So che il Pronto Soccorso di Civitanova l’altro giorno era al collasso con pazienti che hanno atteso ore ed ore, su una barella o su una sedia, il proprio turno e immagino il nervosismo e le difficoltà degli stessi operatori che in questo momento sono da considerare dei veri e propri eroi per il carico di lavoro che affrontano. Allora perché per questo periodo non attrezzare meglio anche i punti di primo intervento, come quelli di Recanati o Loreto, con l’assunzione di più medici? Il costo non è certo superiore al disagio che in questo periodo subisce la gente.”  Massaccesi non si spiega perché a Civitanova all'astanteria del pronto soccorso non ci siano più letti e medici fissi in modo che il paziente possa trascorrere 24 o 48 ore, il tempo che serve per fare una prima diagnosi, in un letto e non in una barella.  Per Massaccesi è inconcepibile che un paziente con codice giallo, e quindi grave ed urgente, venga trasportato a Civitanova dove prima di essere visitato aspetta anche un giorno. “Se è un codice giallo lo devi visitare subito, se è bianco o verde lo devi portare in una struttura diversa come Recanati perché le vere emergenze, se si parla di questo, vanno affrontate nelle prime ore.” Un rompicapo per il medico di base capire perché da una parte si creano nel territorio doppioni dei servizi, come ematologia o ortopedia, ma dall'altra non si pensa affatto a potenziare, magari solo per un periodo dell’anno, i punti di primo intervento per le emergenze.  Poi batte su un tasto dolente mai risolto. “Per le urgenze di esami radiologici oggi la risposta è entro tre giorni mentre per altri tipi di esami o visite per avere subito una risposta debbo far passare il paziente al pronto soccorso e il mio lavoro deve essere valutato e giudicato da quel medico che ha poi la facoltà di chiamare lo specialista.”  C’è profonda sfiducia, anche sul funzionamento della Casa della Salute. “Io sono disponibile a lavorare in collaborazione e in sinergia con gli specialisti. “Se tutto, però, si risolve che invece di fare l'ambulatorio a Porta Cerasa lo faccio al Santa Lucia e gli specialisti a disposizione sono gli stessi del poliambulatorio con lo stesso orario di presenza non posso certo dire che vado a migliorare il mio lavoro.” Chiude con una stoccatina: “ho fiducia nel nuovo direttore, però, spero che non sia stato chiamato solo per organizzare l'accompagno funebre del Santa Lucia.”

 

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