Persa l’occasione di dare il nome di Leopardi ad una nuova stella

Non ci sarà nessun sistema planetario ufficialmente intitolato a Giacomo Leopardi. Neanche una stella per il cantore del pastore errante dell’Asia Minore nonostante i tanti tributi “al giovane favoloso”! Nessuno, infatti, ha pensato di lanciare la sua candidatura al concorso promosso dall’Unione Astronomica Internazionale per dare un nome a tutti i nuovi corpi celesti scoperti nello spazio negli ultimi vent’anni. E non sono certo pochi. Si parla di 20 sistemi planetari che comprendono 15 stelle e 32 esopianeti gravitanti in orbite intorno a noi. L’Associazione, durante la XXIX Assemblea Generale IAU che si è tenuta a Honolulu, ha pensato di promuovere questa campagna che dà la possibilità a tutti, non solo agli astronomi, di attribuire un nome a questi oggetti sempre più popolari. Si può votare dal 12 agosto al 31 ottobre, su tutte le proposte, circa 247, giunte entro il mese del  maggio scorso  La fantasia di chi ha partecipato è andata dalla letteratura (Don Chisciotte con Rocinante, Sancho e Dulcinea) alle divinità giapponesi o indigene, dai fiori a molti miti antichi, ma nessuno ha pensato di candidare Leopardi, per legare il suo nome ad uno di quegli astri, anche se il poeta ha scritto moltissimo in materia, dal Trattato sull’Astronomia composto a soli quindi anni, alle celebri poesie del Pastore errante, alla Luna, Le ricordanze, il Sabato del Villaggio. Ma forse eravamo un po’ tutti impegnati a celebrare la gloria del film di Martone per dare uno sguardo al cielo.

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