Nessuno vuol cacciare la scuola di Musica. E’ il Comune che è un intruso

Un’amara sorpresa per Ermanno Beccacece, il direttore della Civica Scuola di Musica, l’apprendere del nuovo sviluppo della vicenda che vede contrapposti, sui banchi del Tribunale, il Comune e il Centro Mondiale della Poesia per il riconoscimento della titolarità e, quindi,  dell’uso dei locali dell’ex convento di Santo Stefano che oggi ospitano la scuola musicale. Pur non nascondendo una certa apprensione, Beccacece si sente tranquillo ed è convinto che nulla turberà il regolare avvio e proseguo del nuovo anno scolastico che vede sempre più giovani allievi iscriversi attirati dalle nuove proposti di corsi e dalla qualità e professionalità del corpo docente. La scuola usufruisce solo di una parte dell’ex convento e alcuni locali sono vuoti e inutilizzati, disponibili, quindi, per l’attività propria dell’ente di cultura. Dal Consiglio di Amministrazione del Centro Mondiale della  Poesia arrivano, però, le più ampie assicurazioni nei confronti della scuola e della sua volontà di proseguire la sua permanenza nell’attuale sede. L’obiettivo del nuovo contenzioso è solo quello di chiarire, una volta per tutte, i rapporti con il Comune e la titolarità di quell’immobile che, ricorda il cda, è stato acquistato e ristrutturato con fondi pubblici per una finalità ben precisa che non si può disattendere. D’altra parte a suo tempo il Comune chiese al CMP di poter ospitare la scuola nei suoi locali almeno sino all’agosto 2011, il tempo necessario per ristrutturare Palazzo Venieri dove l’istituto musicale era ospitato. La richiesta di allora presuppone la consapevolezza dell’Amministrazione della titolarità della proprietà che, invece, oggi, si vuol completamente disattendere.

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