Si è svolto in un clima di festa il 29esimo convegno missionario promosso dai Frati Cappuccini. L'evento si è tenuto, come ogni anno, nella Loggia dei Pini del convento, incastonato nel cuore del quartiere di Montemorello a Recanati, alla presenza di centinaia di persone che condividono l'amore per le martoriate terre africane del Benin e dell'Etiopia dove si concentrano le missioni con oltre 7000 adozioni. Molte le testimonianze, anche di tre giovani ragazze che hanno condiviso indimenticabili e profonde esperienze in terra africana. Padre Giordano ha ricordato che l’adozione, anche a distanza, di bambini è un gesto di profondo amore che può salvare queste creature dalla morte e dare loro una vita dignitosa: oltre il cibo, necessario per sopravvivere, anche un’istruzione. Il frate ha invitato chi vuole intraprendere un viaggio in Etiopia, e fare esperienza nei centri di missione, a rivolgersi al convento dei cappuccini di Recanati dove ogni mese si fanno incontri e si raccolgono le adesioni. Nel corso della lunga giornata si sono alternate, naturalmente, anche le testimonianze soprattutto dei frati missionari che hanno portato gli ultimi aggiornamenti su quello che si sta facendo in terra d’Africa dove sono stati realizzati orfanotrofi, asili, ospedali e conventi come quello nel Benin. Toccante la testimonianza di Martin Adjou, il vescovo di N’dali del Benin. A portare il saluto della città è stato il sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo, il quale ha lodato l'attività dei Frati Cappuccini e l'enorme senso di solidarietà che anima coloro che si adoperano per dare sostegno alle popolazioni più povere del mondo ricordando come la foto del bimbo morto sulla riva del mare in Turchia debba rappresentare per tutti un monito per “scuoterci, ha detto, dall’apatia ed indifferenza e per dare un aiuto concreto alle popolazioni che soffrono e che fuggono dalla guerra e dalla fame. Si respira a pieni polmoni l'aria della bontà, dell'accoglienza, dell'impegno, della concretezza. Inimitabili i nostri frati cappuccini! Recanati vi ringrazia e vi abbraccia con affetto insieme ai benefattori ospiti in citta.'” Alla fine della mattinata di preghiera e di testimonianze le massaie del quartiere hanno preparato per gli oltre 600 commensali il consueto pranzo a base di tagliatelle fatte a mano.
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