Nasce il circolo Libertà e Giustizia e porta la firma dell’ex sindaco Sabrina Montali

"Libertà e Giustizia non chiediamo nulla per noi ma tutto per tutti. Il Tutto è lo Stato di diritto e l'uguaglianza di fronte alla legge e il rispetto delle istituzioni e della dignità delle persone, la disciplina e l'onore di chi ricopre cariche di governo, l'autonomia della politica dall'ipoteca del denaro e dell'interesse privato nell'uso dei poteri pubblici, l'indipendenza dei poteri di garanzia e controllo, l'equità sociale, la liberazione dell'oppressione della clientela, questo è quello che noi chiediamo, non per noi ma per il nostro paese"

Porto Recanati riproduce in scala tutte le dinamiche, le contraddizioni e il disagio che vive l'Italia in questo particolare momento storico. La crisi economica, quella dei partiti politici, ridotti tutti ed in maniera trasversale ad oligarchie finalizzate al puro potere, la crisi dei valori, messi a dura prova dalle pratiche di malaffare e corruttive così tanto diffuse e tollerate, hanno determinato disorientamento e sfiducia nei cittadini. La Società civile anche se apparentemente acquiescente all'esistente perchè "tanto così va il mondo e non cambierà mai niente" ha in se una forza latente che ha bisogno di essere coordinata e canalizzata affinchè sviluppi consapevolezza dei propri diritti e doveri, coscienza civica e volontà di essere parte di un  progetto di cambiamento sociale e politico in cui ognuno di noi in famiglia, nel lavoro, nelle istituzioni è chiamato a fare la sua parte.

Da qui è nata l'idea di costituire a Porto Recanati il Circolo di Libertà e Giustizia libera associazione apartitica che a livello nazionale raccoglie le migliori espressioni del pensiero giuridico, del giornalismo e del mondo accademico (Gustavo Zabrelsky, Stefano Rodotà, Umberto Eco, Sandra Bonsanti e Alberto Vannucci). Il Circolo, sarà luogo di dibattito culurale, di formazione civile e presidio di legalità costituzionale sul territorio, laboratorio di idee da tradursi in progetti operativi calibrati sulle esigenze della nostra realtà territoriale, per la tutela dei diritti fondamentali riconosciuti ai cittadini dalla Costituzione, delle risorse ambientali, culturali e del paesaggio. Dedicherà molta attenzione ai giovani e alla scuola sede primaria di formazione dei nuovi cittadini e di consapevolezza nella conoscenza dei propri diritti e doveri.

Il Circolo di Libertà e Giustizia come supporto al progetto di cambiamento che Porto Recanati richiede a gran voce di perseguire unendo le sue migliori energie. Solo così ci si potrà fare carico di una città e delle sue rilevanti problematiche  (da quelle ambientali a di ordine pubblico e criminalità) che derivano da anni e anni in cui, assente la politica, il territorio è stato funzionale, esclusivamente, agli interessi della speculazione edilizia e dell'investimento immobiliare.

A queste considerazioni arrivo dopo che l'involontario distacco dalla vita politica mi ha permesso di valutare e riflettere su quanto accaduto a Porto Recanati successivamente alle elezioni amministrative del 2014 e sulla fine anticipata della amministrazione da me guidata. La mia esperienza da Sindaco forte, totalizzante e in certi momenti dolorosa, mi ha reso più consapevole dello stato di degrado in cui versa la nostra realtà locale e non parlo solo di ambiente e paesaggio, ma anche di regole del vivere civile, coscienza civica e politica. 

Il Commissario Prefettizio non è arrivato a Porto Recanati a seguito della votazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco in Consiglio Comunale, davanti ai cittadini che quel Sindaco lo avevano eletto. No a Porto Recanati si è scelta una modalità diversa. Il Commissariamento è arrivato dopo un passaggio nello Studio di un notaio del posto da parte di un gruppo di consiglieri che evidentemente considerano la gestione della cosa pubblica alla stessa stregua di una transazione immobiliare (neanche a "Rosarno con tutto il rispetto per Rosarno" ha scritto qualcuno commentando la notizia della decadenza della giunta comunale di Porto Recanati per delega notarile). Non sono arrivata a Palazzo Volpini per caso ma all'esito di una competizione elettorale da cui sono uscita vincitrice affermandomi con oltre 500 voti di differenza sulla seconda lista e con un programma scelto e condiviso dalla maggioranza dei portorecanatesi: stop alla cementificazione selvaggia e soprattutto ad un vecchio sistema di potere, quello delle lobbies del mattone e dei cementificatori, stop al "vassallaggio politico", al favoritismo automatico, al privilegio dovuto e a tutte quelle pratiche tanto diffuse nella nostra città per consolidare consenso elettorale ed esercitare potere sulle persone anche in difficoltà (a tacere di altro e solo per rimanere in superficie dalle promesse di posti di lavoro, al superamento delle liste di attesa per visite o interventi medici senza attendere mesi, fino ai soldi pubblici fatti arrivare direttamente nelle tasche di privati proprietari di qualche unità immobiliare in esubero).

Avete avuto tutti la percezione della lotta furibonda e degli episodi insurrezionali che detto sistema, che ha ramificazioni trasversali e a più livelli, ha scatenato subito dopo le elezioni nei miei confronti: l'acqua dell'acquedotto comunale inquinata dai trialometani senza che il gestore ASTEA informasse il Sindaco dell'accaduto e ARPAM che aspetta quasi un mese prima di rendere noti i risultati delle analisi non conformi, incomprensibili sversamenti fognari del fosso Fiumarella con ASTEA che rassicura sempre sulla perfetta efficienza degli scolmatori e sull'inesistenza di scarichi abusivi, i dati ballerini (conformi, non conformi, poi ancora conformi) sulla qualità delle acque di balneazione diffusi sulla stampa prima di inviarli al Sindaco, le comparsate dell'assessore Giorgi al Lido delle Nazioni per la difesa della costa, le sue recite negli Uffici della Regione insieme a qualche operatore balneare amico suo (sempre zona sud) che la riprende pure con il telefonino, le minacce dell'altro amico dell'assessore Giorgi, Giammario Spacca, al Sindaco di ritirare il finanziamento di 4.200.000 euro destinati al Lido delle Nazioni. Con l'arrivo del Sindaco Montali, abbiamo scoperto che le foci del Musone e del Potenza sono inquinate, i fossi e gli scoli naturali a Scossicci e a Santa Maria in Potenza nel tratto in cui dovrebbero confluire a mare sono ben seppelliti dal calcestruzzo, gli scarichi fognari dell'Hotel House non sono collettati al depuratore Comunale. Ancora abbiamo scoperto che il Capannone Nervi contiene amianto e che il Comune (al quale l'immobiliare ZEUS non è parso vero di cederlo) deve bonificarlo con i soldi dei cittadini portorecanatesi, all'Hotel House non c'è integrazione ma si spaccia e gli ascensori non funzionano, i balneari costruiti a pelo d'acqua, senza le scogliere crollano, i ripascimenti con i rifiuti sommersi del porto di Numana puzzano.

Il tutto valorizzato a puntino dalla stampa locale e dagli attivissimi operatori dell'informazione o presunti tali sempre a consigliare ai cittadini la pubblica denuncia del Sindaco Montali. Per non parlare della madre di tutte le battaglie, quelle pro BURCHIO in cui si sono scomodati proprio tutti a sottolineare la inadeguatezza della Montali, l'unico sindaco d'Italia che si oppone al progresso e al benessere della sua città. E veniamo al dopo.

Quello che è successo subito dopo la caduta dell'amministrazione Montali, dimostra che il commissariamento (ad una settimana dal voto per le regionali e a ridosso della stagione estiva) non è avvenuto per caso, non è stata una decisione avventata ma una precisa scelta politica che sta dando molti frutti.

Il Commissario Passerotti ha deciso di non incontrare il Sindaco Montali.

La sua segreteria al Ministero, il giorno prima dell'arrivo da Roma alla volta di Porto Recanati, ha dato precise indicazioni su chi dovesse avvicinarlo l'indomani all'aeroporto di Falconara prima ed in Prefettura a Macerata poi.

Non il sindaco Montali, solo il Comandante Vignoni eventualmente accompagnato dal Segretario Generale. E' proprio un peccato che lo stesso rigore istituzionale il Dott. Passerotti non abbia osservato alcuni giorni dopo nella cena a due al ristorante di Scossicci insieme all'altro ex Sindaco o questa estate durante i concerti all'Arena o gli altri eventi di riguardo, sempre di fianco all'ex Sindaco giusto.

Altri veloci passaggi del Commissario Passerotti in due settori chiave della struttura amministrativa e la fase liquidativa della amministrazione Montali può dirsi completata.

Il primo allontanamento dell'Ing. Piemontese, nominato dal Sindaco Montali, responsabile dell'accorpato Ufficio Urbanistica – Lavori Pubblici per avviare alle annose inefficienze di un settore strategico per l'attuazione delle linee programmatiche in materia di ambiente, territorio, sicurezza pubblica e decoro urbano (dissesto idrogeologico, esalazioni insalubri di Santa Maria in Potenza, Lavori Pubblici, Protezione Civile, quasi tutti i maggiori disservizi sono riferibili a quell'Ufficio).

Il secondo l'allontanamento del Segretario Generale scelto dal Sindaco Montali Dott.ssa Donato e sua sostituzione con il Dott. Francesco Massi Gentiloni Silveri, coordinatore regionale del Nuovo Centro Destra di Alfano, candidato consigliere nella lista con Spacca Presidente insieme all'assessore alla difesa della costa e Protezione Civile, Paolo Giorgi (ancora loro) e con loro indagato per peculato nell'ambito dell'indagine sulla rimborsopoli della Procura della Repubblica di Ancona.

Il Dott. Massi è anche funzionario responsabile dell'accorpato Ufficio Lavori Pubblici – Urbanistica.

Oramai è lui il vero Commissario Prefettizio, presenzia anche alle feste di quartiere, interviene sul palco così tanto per essere politicamente attivi in questi mesi che ci separano dalle nuove elezioni.

Per il resto il Dott. Passerotti, chiamato a salvare la città dopo la liberazione è lontanissimo dall'obbiettivo. La città è sporca e piena di immondizia a tutte le ore. Per l'erosione costiera nulla all'orizzonte (a proposito cosa ne è dei 4.200 mila euro per il Lido delle Nazioni pronti da spendere e quando iniziano i lavori), le insalubri a Santa Maria In Potenza e le esalazioni al gusto di solvente in piena attività, prostitute al Viale della Repubblica (tre volte tanto anche di notte), ordine e sicurezza peggiorati anche con il tributo di vite umane.

L'unica cosa diversa da prima è che con il Commissario Passerotti (beato lui) non ci sono più i giornali ad incolpare chi rappresenta la città per ogni fatto di cronaca.

Le infamie e gli attacchi personali, professionali e politici subiti, sono stati duri da incassare.

Ciò che mi ha aiutato ad affrontare i momenti più difficili è stata la consapevolezza di agire non per volontà di prestigio e potere o per costruire una brillante carriera politica (se avessi accettato il Burchio, tanto per essere chiari) ma nell'esclusivo interesse della città salvaguardando un progetto di cambiamento che andava difeso con determinazione e con la coscienza tanto libera da non poter subire condizionamenti o ricatti (ovviamente e con il senno di poi, non tutti la possiedono).

Oggi più che mai sono convinta che quel progetto non può essere abbandonato, per quelli che lo hanno sostenuto e che credono nella possibilità di costruire un paese migliore che passa attraverso la formazione di capitale umano, massa critica e conoscenza ed impegno civico.

Avv. Sabrina Montali

referente Libertà e Giustizia – Circolo di Porto Recanati

 

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