Approvato all’unanimità questa mattina dal Consiglio Regionale la modifica del Regolamento regionale che riguarda le attività funebri e cimiteriali introducendo l'obbligo per l'Asur e le Aziende ospedaliere di informare in modo puntuale i genitori della possibilità di richiedere la sepoltura del feto non nato.
La proposta porta la firma del capogruppo dei Popolari Marche – Udc Luca Marconi per il quale “seppellire questi bambini non significa soltanto onorarli come persone ma anche compiere un grande atto di civiltà, un gesto dal valore umano e civile incommensurabile. Ed è davvero importante aver registrato questa mattina l’unanimità dei consensi di tutti i consiglieri che ringrazio per la particolare sensibilità dimostrata”
La proposta di Marconi nasce principalmente dalla considerazione che la certezza di avere una tomba su cui piangere, dove portare un fiore, è fonte di grande consolazione per i genitori dei bambini mai nati. Senza una tomba non è possibile elaborare un lutto tanto grande, come quello della perdita di un figlio. Un po’ come è avvenuto dopo la Grande Guerra mondiale con la costruzione dei sacrari: sono stati realizzati per dare la possibilità a tante madri di portare un fiore al proprio figlio disperso al fronte.
E' evidente che benché il diritto sia normativamente previsto, il problema spesso riguarda proprio i feti di età inferiore alle 20 settimane dal concepimento, dove in mancanza di sollecita ed esplicita richiesta da parte della famiglia di seppellimento entro le 24 ore, le spoglie mortali del feto divengono “di proprietà” dell'ospedale e trattate come rifiuto ospedaliero speciale.
In ogni caso, si tratta di tempi estremamente brevi che il più delle volte i familiari non conoscono, né sono nelle condizioni psicofisiche, anche a fronte del breve lasso di tempo previsto (24 ore) per affrontare situazioni simili. Se a ciò si aggiunge la mancanza di informazione, formazione e procedure riguardo tale possibilità da parte del personale sanitario, ne deriva che quando, spesso, dopo giorni, la famiglia realizza l'accaduto, risulta essere troppo tardi, con grande strazio dei familiari.
Il nuovo regolamento prevede anche una forma di tutela della privacy dei genitori consentendo di apporre sull'eventuale lapide un nome di fantasia che dovrà corrispondere, nella relativa sezione del registro cimiteriale, all'effettiva appartenenza anagrafica del prodotto del concepimento. Una forma di delicatezza verso quelle donne che, dopo l'aborto, cercano di dimenticare quanto accaduto per poter andare avanti nella vita. Con l'eliminazione del cognome dalla lapide si garantisce, quindi, l'anonimato ma si mantiene il diritto ai suoi genitori di portare successivamente, qualora lo volessero, un fiore su quella tomba.
Ancona, lì 10 novembre 2015
SEPOLTURA DEI BAMBINI NON ANCORA NATI, IL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI MARCHE SODDISFATTO DEL PROVVEDIMENTO REGIONALE
Il Forum delle associazioni familiari Marche plaude al Consiglio regionale delle Marche che il 10 novembre, all'unanimità, ha approvato la modifica al regolamento di polizia mortuaria che introduce il diritto dei genitori di essere informati riguardo alla possibilità di seppellire i resti mortali del loro figlio morto prima di nascere.
La proposta di modifica è stata presentata dal consigliere Luca Marconi, che ha accolto la sollecitazione pervenuta in tal senso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e da FederVita Marche. L'idea era nata dal caso di una mamma che in seguito all'interruzione spontanea della propria gravidanza alla ventesima settimana di gestazione si era vista negare la richiesta di effettuare il seppellimento. Alla fine vi era riuscita ma solo facendo valere la propria professione di avvocato. Il nuovo provvedimento offre anche la libera possibilità di scrivere sulla lapide i nomi dei genitori e quello che avrebbero voluto dare al figlio/a, cosa oggi spesso negata.
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