L’Area Vasta 3 è proprio messa male se dopo alcuni mesi non ha ancora trovato i soldi per ripristinare, al Cup dell’ex ospedale di Recanati, il display per le indicazioni del numero progressivo di chiamata, utile per disciplinare il servizio ed evitare possibili discussioni sulla priorità dei pazienti in attesa. Da mesi il meccanismo elettronico è fermo anche se il nastro distributore dei numeri funziona ancora regolarmente anche se a che cosa serva nessuno se lo sa spiegare. I pazienti non nascondono la loro sorpresa, mista ad un certo disappunto, per essere costretti a far valere a voce il proprio diritto di essere serviti in base ai tempi di arrivo davanti ai due sportelli del Centro unico di prenotazione. Altro disagio è costituito dai parcheggi all’interno dell’area dell’ex ospedale che dovrebbero essere riservati al personale e a chi deve recarsi nella struttura per qualsiasi motivo: visita ai familiari ricoverati o per esami o prestazioni ambulatoriali. Parcheggi che sono spesso, invece, occupati dai residenti del quartiere di Monte Morello che, in carenza di posti auto nei paraggi della propria abitazione, utilizzano quelli dell’ex ospedale dove lasciano la propria auto non solo per ore ma anche per giorni interi. Ironia della sorte ciò che invece funziona a gonfie vele sono i distributori automatici del caffè, delle merendine e delle bibite, posti all’ingresso della struttura ospedaliera. In assenza, infatti, nel quartiere di un bar, chiuso da molto tempo per il crollo della clientela in conseguenza della chiusura di interi reparti e la soppressione di servizi, chi ha bisogno di un piccolo ristoro si accontenta del fai da tè in funzione al S. Lucia, pratico ed economico, tanto da richiamare anche avventori dal quartiere e anche da fuori.
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