L’Arte dei Sacelli e il Cristo Deposto

Con la mostra “L’arte dei Sacelli – I luoghi della Vergine Lauretana a Recanati”, la città si prepara per l’anno del Giubileo straordinario della Misericordia, con un programma ad alto valore spirituale. Il progetto è stato presentato nella sala capitolare della Cattedrale il giorno della festa di San Flaviano, patrono diocesano, dal Vescovo Mons. Nazareno Marconi, dal Prof. Gabriele Barucca, curatore della mostra, dal Sindaco Francesco Fiordomo e dall’Assessore alle culture Rita Soccio. L’inaugurazione della mostra è prevista a Villa Colloredo Mels mercoledì 9 dicembre  2015 alle ore 17,40, e darà il via ad un percorso spirituale con richiamo alla Vergine che durerà circa tre mesi fino al 6 marzo 2016, giorno di chiusura dell’esposizione. Nella giornata dell’inaugurazione alle ore 15.00 sarà accolta in Cattedrale la statua della Madonna di Loreto benedetta da papa Francesco, dopo essere stata ricevuta nelle varie città durante il percorso da Roma a Recanati. Un evento molto significativo che darà il via al Giubileo nei nostri territori. L’obiettivo è di riportare in primo piano la Via Lauretana, il pellegrinaggio mariano che fin dal medioevo ha collegato il Santuario di Loreto a Roma, e proporlo come un grande percorso pari a quello di Santiago o la Via Francigena. Per questo si punta molto sui giovani invitandoli a vivere il cammino sulle orme degli antichi pellegrini. Tutti potranno usufruire di una guida pastorale dal titolo “Pellegrinando”, per riscoprire la strada con le sue bellezze paesaggistiche e artistiche, ma anche la storia religiosa e umana di ogni luogo. Uno dei tanti elementi che caratterizzano la via lauretana è proprio il Sacello. La nascita della devozione è legata ai primi anni del Seicento quando nel 1613 la Congregazione della Marca sprona la festa della Venuta, il 10 dicembre, la quale stimola ogni comunità marchigiana a dotarsi di queste piccole cappelle votive. Anni fa era già stata fatta una mostra a Loreto dietro il censimento compiuto da Padre Floriano Grimaldi che sarà coinvolto in questa esposizione. “Recanati è un nodo fondamentale”  ha detto Barucca “ed è per questo che il progetto di valorizzazione della città parte dal Museo Diocesano, dove c’è una sala interamente dedicata alla devozione lauretana con il plastico della bellissima “Madonna del li pupetti”; segue nell’abside della Cattedrale con l’affresco di Antonio Carosio della metà del Seicento e continua nella Chiesa dei Cappuccini con l’opera del Cialdieri; ma la testimonianza più visibile è la chiesa di Sant’Anna voluta da Pietro Leopardi e dal Cardinale Antici nel 1800 che riproduce il fronte del rivestimento marmoreo di Loreto.” I sacelli presentati, scelti per la loro rilevanza artistica, sono 9, uno per ogni diocesi. Assente quello di Urbania per impegni contemporanei. Inoltre sarà presentato il restauro del Sacello di Montecassiano eseguito dall’Istituto di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. La scelta di Recanati è importante perché è stata la prima sede della Casetta di Nazareth, come ricorda la data del 10 dicembre 1294 con le discordie dei fratelli Antici e il successivo passaggio a Loreto. Come ha detto Mons. Marconi, “i Sacelli sono una rete spirituale che unisce tantissime chiese nel mondo con Loreto e, forse, Loreto lo ha fatto i recanatesi.”

Subito dopo è seguita in cattedrale la presentazione del restauro del “Cristo Deposto”, a cura della Dr.ssa Anna Fulimeni, per merito di una donazione di don Lauro Cingolani. La scultura, collocata nella Cappella dell’Addolorata, risale al XVI secolo. E’ in legno dipinto con braccia snodate e veniva usata per le Sacre Rappresentazioni. Un restauro molto difficoltoso visto le pessime condizioni in cui versava la statua, sia per la rimozione dei vari strati di pittura, sia per la ricostruzione di alcune parti lignee. Grande è stata la sorpresa quando sono state mostrate le immagini della ferita nel costato, dove si è scoperto un medaglione contenente un crocifisso con una reliquia. Probabilmente “un frammento della Sacra Croce”, come ha commentato sottovoce il Vescovo.

Nicla Cingolani

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