La truffa “psicologica” delle 50 euro ha colpito ancora

Truffa delle 50 euro, che ha fatto una vittima in un negozio del centro. La tecnica è sempre la stessa e funziona quasi sempre approfittando di un attimo di confusione e di smarrimento della malcapitata. La descriviamo ancora una volta perchè possa essere di avvertimento ad altri commercianti. Ce l’ha racconta una commessa di un negozio del centro che ancora, a distanza di qualche giorno, non riesce a capacitarsi come possa essere caduta nel tranello del truffatore. Intanto l’ora classica, in cui agiscono questi signori, è quella della chiusura mattutina o serale del negozio contando sulla stanchezza del personale. Sono all’incirca le 13 quando nel locale entrano due signori, compari di fatto ma che si presentano come clienti distinti e autonomi l’uno dall’altro. Il primo acquista una confezione di cioccolatini dal modesto costo di 2 euro e per pagare presenta una banconota da 100 euro mentre l’altro è al cellulare, presumibilmente con la moglie, e si accorda per andare a prendere i bambini all’asilo nido. La cassiera, come d’abitudine, controlla che la banconota non sia falsa e appurato ciò si accinge a contare il resto. Il cliente saluta e se ne va. Ecco, quindi, l’altro: anche lui fa un modesto acquisto di 3 euro e presenta alla cassa una banconota da 50 euro. Viene spontaneo alla commessa fare una battuta sull’alto resto che deve dare al cliente mentre fa i conti e controlla, anche questa volta, che la banconota non sia falsa  e gli dà il resto di 50 euro. Qui scatta l’abilità del truffatore perché a quel punto lui le dice “Ah, le ho dato 50 euro? Pensavo fossero 10 euro!” e la commessa di rimando ingenuamente gli chiede “Vuole darmi 10?” e lui “ No no, anzi, guardi, me ne può dare 100?” La confusione, proprio quella su cui contava il truffatore, è alle stelle fra soldi in mano alla commessa, resto da dare e soldi in mano al cliente. “Avevo 50 euro in mano che mi aveva dato lui per pagare, poi mi ha ridato il resto di 50 euro, pensavo “Sì, siamo a posto, fanno 100 euro”… e gli ho dato il pezzo da 100!” racconta la commessa. Solo dopo che la porta si è chiusa dietro il cliente-truffatore e la calma è ritornata nel negozio la commessa si è accorta di essere stata truffata. “Certo, la somma era 100 euro (tolto l’importo dell’acquisto effettuato), ma il resto che mi aveva dato indietro erano già miei soldi! Quindi si è intascato 50 euro in 5 minuti.” Purtroppo non è la prima e non sarà l’ultima persona a cadere in questo tipo di truffa, basata soprattutto sull’abilità di  confonderti e mandarti nel pallone. E’ necessario essere molto accorti ma anche fortunati a non imbattersi in simili furfanti.

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