Il sorriso dei bimbi nel reparto omcologico di Macerata

Portano la firma dei piccoli alunni della Scuola dell’Infanzia “Via Camerano”, dell’Istituto Comprensivo Badaloni di Recanati, le decorazioni del grande albero di Natale che rallegra la sala d’attesa del reparto di Oncologia dell’ospedale di Macerata. Angioletti, palline, disegni luccicanti creati con fantasia e amore dai bambini e dai loro insegnanti per portare un tocco vivace e festoso in un reparto in cui è particolarmente importante respirare un clima sereno. Non solo hanno realizzato gli addobbi ma qualche giorno fa quindici di loro, di appena quattro anni, accompagnati da insegnanti, genitori e nonni hanno addobbato l’albero e visitato il reparto, rimanendo incantati dall’acquario presente in corsia, facendo gli auguri ai pazienti presenti. “E’ stato emozionante per noi, ci dice, Luciano Latini, Direttore dell'U.O. di Oncologia Area Vasta 3, vedere bambini così piccoli muoversi in modo tanto composto e rispettoso nei corridoi dove si trovavano molte persone in terapia. Non so quanti reparti di Oncologia abbiano la possibilità di vivere momenti come questo e io penso che siamo davvero fortunati ad essere circondati da tanto amore e sensibilità. Sono rimasto, infine, profondamente colpito anche dall’atteggiamento dei genitori che non hanno esitato a portare i loro bambini in un reparto che è ancora per molti un tabù e che è considerato un luogo di sofferenza da cui stare più possibile lontani. E’vero che tra i nonni dei bambini c’erano alcuni nostri ex pazienti, ma molte altre persone non avevano avuto esperienza di un reparto di Oncologia. Se pensiamo che molti adulti non vogliono venire in reparto perché ne sono spaventati e temono sia un posto angosciante, voglio veramente complimentarmi con questi genitori  che hanno deciso di portarci i loro bambini per la loro apertura mentale e perché ci aiutano a cambiare la cultura sul cancro.” I complimenti di Latini vanno anche agli insegnanti che, sottolinea il medico, “educano i bambini a non temere la differenza, a pensare che queste non esistano e che la creatività può aiutare a risolvere tanti problemi: un insegnamento prezioso per affrontare le difficoltà e per essere di aiuto agli altri. Uno di loro mi ha raccontato anche di cosa sanno fare questi bambini con un loro compagnetto che ha una malattia rara: lo accudiscono, lo accompagnano a pranzo, parlano con lui a gesti. Vedere che alcuni bambini non volevano più andare via e volevano restare a giocare in sala d’attesa ha alimentato la mia fiducia che questi reparti possano diventare un luogo di vita come un altro in cui è possibile anche vivere momenti di spensieratezza. Questa visita è stata davvero il più bel regalo di Natale che potessi ricevere. Sapevo che sarebbe stato un bell’incontro, ma non immaginavo tanto entusiasmo e tanta partecipazione. Grazie di cuore a tutte le persone che lo hanno reso possibile.”

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