Loreto Marina, colate di cemento e rifiuti a mare?

Il Comune di Loreto ha approvato una lottizzazione di 65.000 mq per costruire villette e un centro commerciale nella vecchia centrale Hoffman. Ennesimo consumo di suolo e inquinamento del mare.

La Ubaldi si traveste da ambientalista? Senza fare nomi, ci chiama in causa per esserci opposti al Centro Commerciale di Santa Maria di Potenza e al progetto del Burchio, e di aver taciuto per questa lottizzazione.

Noi siamo per la rigenerazione urbana, che ottimizza tutta l'edilizia esistente, crea posti di lavoro duraturi, rilancia le imprese edilizie e l'indotto, non consuma il territorio con nuove cementificazioni. Saremo perciò sempre contrari a ulteriori consumi di suolo, da sostituire col miglioramento della qualità abitativa e ricettiva dell’esistente.

L'idea della lottizzazione della collina di Montorso, con cui il comune di Loreto si insinua a nord di Porto Recanati, parte da lontano. Sono già stati approvati una variante che ha trasformato la zona in edificabile e un piano di recupero attuativo, il tutto senza passare per la valutazione ambientale perché il progetto è stato ritenuto poco impattante.

Parlare, a giochi fatti, di un Piano Sovracomunale,  come proposto da alcune forze politiche locali, che coinvolga Loreto e Porto Recanati, ci sembra anacronistico. Un tale piano generale dovrebbe indicare politiche urbanistiche coscienti prima, non dopo varianti e piani attuativi che concedono la possibilità di realizzare nuovi volumi edilizi.

Gradiremmo risposte a queste domande, prima che una ruspa scavi la prima zolla di terra.

Quale banca finanzierà i cantieri, data la crisi di Banca Marche, in gran parte determinata da speculazioni edilizie mal riuscite?

Quali sono gli interessi e i capitali dietro la "Luxury Real Estate Development" che figura come titolare del progetto?

In base a quale piano di marketing si pensa di vendere nuove case in un territorio che lamenta tanto invenduto e incompiuto, da Santa Cristiana a Mengoni alle Torri di Avvistamento?

Le maggioranze Ubaldi e Montali non si sono mai accorte che Loreto stava procedendo a colpi di varianti puntuali su terre di confine?

Qualcuno si è preoccupato di verificare l'aggiornamento delle nuove richieste degli scarichi fognari delle zona a confine con Porto Recanati?

Quali garanzie di fornire i servizi base (fognature, strade, ecc..) avrebbero prodotto  i nostri confinanti?

Ad oggi tutti conoscono le criticità che si sono create in seguito ad un impianto fognario insufficiente che ha portato Fosso Fiumarella ad essere il primo incriminato per gli sversamenti  in mare con conseguenti divieti di balneazione. Loreto utilizza quel Fosso!

Alcuni vorrebbero chiudere i recinti una volta che i buoi sono scappati, noi vorremmo invece che il caso venisse considerato come esempio di una politica urbanistica vecchio stile che consuma la terra madre e non produce le dovute garanzie di vivibilità delle città soprattutto quando queste sono a forte vocazione turistica.

Porto Recanati, 17 gennaio 2016

;

Lascia un commento