Osimo: Pugnaloni resta sindaco della città per tre soli voti. Respinto il ricorso di Dino Latini

Simone Pugnaloni resta sindaco di Osimo. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, decidendo nel merito sulla vicenda, che ha visto un ricorso presentato al Tar dal contendente Dino Latini, sconfitto al ballottaggio nelle amministrative del 2014 per sei voti. Il Consiglio di Stato su otto schede riconosciute valide dal Tar a favore di Latini, non ne ha ammesse 5, che avevano l'indicazione di un candidato consigliere comunale. In questo modo Pugnaloni è rimasto al suo posto, con uno scarto di tre voti.

notizia Ansa

comunicato con il commento del segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi, sulla vittoria, stabilita oggi dal Consiglio di Stato, di Simone Pugnaloni come sindaco del Comune di Osimo

Con uno scarto di tre voti sull'avversario, Simone Pugnaloni (PD) è stato confermato oggi dal Consiglio di Stato sindaco di Osimo. Una certezza che pone fine alla travagliata vicenda del conteggio schede che, dalle elezioni amministrative del 2014, per lunghi mesi ha tenuto avvolta nel dubbio la posizione del primo cittadino osimano.

Siamo contenti di questa nostra vittoria, stabilita dal Consiglio di Stato – commenta il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi –. È stata una lunga attesa, ma ne è valsa la pena. Al di là dei numeri, che comunque sono importanti perché forniscono certezza al risultato, siamo orgogliosi che il Comune di Osimo sia stato confermato a guida PD. Continueremo, quindi, a svolgere il nostro ruolo al servizio del territorio di Osimo, con lo stesso impegno dimostrato finora, mai fiaccato dall'incertezza sull'esito della dinamica giudiziaria”.

Pugnaloni, nelle amministrative del 2014, era risultato vincitore tra i candidati a sindaco per sei voti. Lo sfidante Dino Latini aveva fatto ricorso al Tar, che, riconoscendo a suo favore otto schede valide, lo aveva proclamato sindaco lo scorso giugno, stabilendo la sua vittoria per due voti. Oggi, però, il Consiglio di Stato, dopo la richiesta di sospensiva avanzata da Pugnaloni, ha assegnato a lui la vittoria definitiva. La sentenza del Consiglio di Stato, infatti, ritenendo l'indicazione sulla scheda di voto del nome di uno dei candidati a consigliere comunale nel turno di ballottaggio come un segno di riconoscimento e quindi motivo di annullamento della stessa scheda, ha riconosciuto a favore di Pugnaloni tre voti in più rispetto al suo competitor.

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