Un incontro pubblico per discutere dei recenti problemi legati all'Astea e alla variante Burchio, questo ha organizzato ieri sera l'UPP alla sala Biagetti, sebbene il titolo dell'incontro fosse un più sobrio “Acqua e Terra”.
Diversi gli ospiti presenti al dibattito, tra i quali si annoverano Maurizio Sebastiani, presidente regionale di Italianostra, e la dottoressa Gloria Mazza.
Il primo tema ovviamente sviscerato è stato la “class action” proposta nelle settimane scorse dallo stesso UPP nei confronti dell'operato dell'Astea. L'UPP ha illustrato, tramite il loro portavoce Lorenzo Riccetti, come l'azione collettiva – ovvero la class action – si suddivida in due fasi: nella prima il tribunale valuta se l'azione è legalmente ammissibile; nella seconda si stima un possibile risarcimento economico. Oltre a ciò, lo stesso Ricetti avrebbe proposto l'uso di macchinari appositi – tra l'altro non molto costosi – che misurerebbero la quantità dei trialometani nell'acqua 24 ore su 24 e che l'Astea non adopererebbe. Inoltre è stato preso in considerazione un modo diverso di trattare l'acqua anziché con il cloro, ovvero di avvalersi del metodo ECA, la tecnologia di attivazione elettrochimica che avrebbe anche una elevata capacità disinfettante. Per ultimo la Dott.ssa Gloria Mazza avrebbe dichiarato che “sebbene l'acqua con quella concentrazione di trialometani sarebbe cancerogena solo ingerendone una grande quantità assieme anche a una certa continuità, tuttavia non c'è da sottovalutare il problema. Il cancro viene per più cause – il così detto “effetto somma” – e l'elevata concentrazione dei trialometani nell'acqua sarebbe una di queste concause”.
Il discorso poi si è allargato sul tema della tutela dell'ambiente, ed è qui che è intervenuto Maurizio Sebastiani: “Innanzitutto bisogna tutelare l'ambiente perché lo dice la Costituzione stessa, perfino Papa Francesco nell'ultima enciclica Laudato si' ha parlato di tutela dell'ambiente. Noi riteniamo che chi amministra debba avere una strategia volta al miglioramento della qualità della vita e alla tutela delle risorse ambientali”.
Il tutto per poi affiorare nei recenti problemi di Porto Recanati: “Ci sono quartieri costruiti a metà o abbandonati a Porto Recanati, e vogliono ancora costruire, assurdo. Il no al Burchio è stato un atto di serietà da parte dell'amministrazione, e l'ho molto apprezzato. E dirò di più: come si può autorizzare l'apertura di nuovi centri commerciali vicino all'area archeologica di Potentia? Ricordo che il turismo archeologico porta soldi, altro che nuovi centri commerciali che vanno solo a provocare la chiusura degli altri esercizi già esistenti”.
Sulla stessa linea conclude la serata Lorenzo Riccetti: “Noi ci siamo sempre mossi coraggiosamente sulla questione della tutela ambientale, prendendo decisioni nette e spesso impopolari, prima con il rigassificatore e poi con il Burchio”.
;