E’ un po’ acciaccato, il grifone stiloforo posto sul lato di sinistra del portale di sant’Agostino. A renderlo così malconcio sarà stato sicuramente il tempo ma anche, ahinoi!, qualche manovra non proprio impeccabile di automobilisti incoscienti che, nel tentativo di parcheggiare la proprio auto nel piazzale adiacente, finiscono per prenderlo in pieno. A denunciare il fatto è Sergio Beccacece, direttore del corso di storia locale all’Università di istruzione Permanente della cittadina leopardiana, che lamenta come si assista, ancora una volta, ad esempi di scarsa cura nei confronti dei monumenti più rappresentativi di Recanati. La scultura sembra sia stata investita recentemente da un’auto vista l’evidente traccia di colore blu lasciata sulla sagoma del mitico animale (metà aquila e metà leone).
A questo danno si aggiunge, fa notare amaramente Beccacece, la totale mancanza della fiancata sinistra della scultura stessa tanto da chiedere se ci sia una documentazione in riferimento al danno, stilata dai responsabili dell’ufficio tecnico del periodo in cui è successo. “Poiché si tratta di una parte scultorea considerevole, afferma Beccacece, dove sono andati a finire i preziosi frammenti? Sono anch’essi al sicuro come il Padreterno? La Sovrintendenza è stata avvisata?” Il riferimento è al busto che era posto, sino all’ottobre scorso, sopra la volta del Portale in pietra d'Istria (1485), di Giuliano da Maiano, poi rimosso perché considerato a rischio di caduta e sostituito da una lamina in metallo a protezione dei piccioni.
Beccacece si auspica che si intervenga con urgenza per difendere quest’opera da automobilisti distratti e un po’ incoscienti. La perdita di materiale dai due grifoni stelofori posti alla base delle due colonne, che delimitano l’ingresso della chiesa, è dovuta molto probabilmente, all’inclemenza del tempo. Il motivo può essere stato in particolare la gelività della pietra, ossia la tendenza ad assorbire acqua nelle cavità e a fratturarsi quando quest'ultima si trasformi in ghiaccio. Il ripetersi di questo fenomeno, con l'andar del tempo, porta a delle lesioni anche di notevole entità, come in questo caso. Diventato ormai protagonista assoluto di questo periodo ed entrato di diritto nell’Art Bonus come una delle priorità da recuperare, il monumento sembra non trovar pace: prima la sparizione del Padreterno, poi l’indegna ricopertura con i dissuasori anti piccione, infine l’appello a rimettere a posto i due conci invertiti nell’arcata della lunetta durante l’intervento a cavallo tra la fine del ‘600 e inizio ’700, ed ora questo inconveniente che non sappiamo se, e quanto, inciderà nel preventivo di base per il restauro.
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