Teuco: un brand conosciuto in tutto il mondo ed un fiore all’occhiello per Recanati, sinonimo di qualità e affidabilità. Cosa è diventata oggi? Una azienda in balia di chi ne voglia sfruttare il brand o di fare un business finanziario che non tiene più conto delle maestranze che hanno contribuito al suo successo e affermazione nel mondo? Proprio i dipendenti, sono in questo momento i più penalizzati della crisi economica e finanziaria che sta attraversando l’azienda, iniziata quando ancora la proprietà era in mano alla famiglia Guzzini e proseguita, in questo ultimo anno, sotto la gestione del gruppo finanziario della Certina Group. Duecentoventi dipendenti circa, e forse altrettanti come indotto, non hanno più certezze e il futuro imminente non si presenta roseo. L’unica sicurezza che veniva dalla famiglia Guzzini è venuta meno appunto con la cessione della maggioranza azionaria ad un gruppo finanziario straniero avvenuta nel maggio dello scorso anno. Una situazione sicuramente non facile dove il futuro è affidato esclusivamente all’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Quali pericoli si corrono? Quello visto con più preoccupazione è il ricorso finale alla mobilità per così tante persone. Una ipotesi che sarebbe una doccia fredda per tante famiglie recanatesi data la radicalizzazione della ditta nel territorio. Oramai la fiducia delle maestranze è affidata solo ed esclusivamente a quel 20% che la famiglia Guzzini detiene attraverso la Fimag, e quindi e’ pressante l’invito al suo esponente appena nominato componente della commissione che sceglierà il successore di Squinzi alla presidenza di CONFINDUSTRIA, di adoperarsi con tutti i mezzi a sua disposizione affinché un piano industriale appropriato ponga i lavoratori della Teuco al riparo dalle incertezze che pesantemente gravano oggi sul loro futuro, e non affidarsi esclusivamente ad una continua politica di tagli.
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