“Io non mi dimetto!” così la dott.ssa Antonella Mariani, delegata alla Sanità, ha ribattuto all’invito del consigliere Antonio Baleani durante la tesissima riunione della Commissione Consiliare ai Servizi Sociali e Sanità, svoltasi in Municipio ieri pomeriggio con il Sindaco Fiordomo e tutti i consiglieri. Al centro dell’acceso dibattito la sorte dell’Ospedale di Recanati ancora poco incerta. Si poteva intuire fin dall’inizio che la discussione sarebbe scivolata in uno scontro dai toni alti quando la Mariani, per intavolare il discorso, ha chiesto alla consigliera Susanna Ortolani, in modo provocatorio, di spiegare le motivazioni che l’hanno portata a scrivere il comunicato uscito alcuni giorni fa, dove rimproverava all’amministrazione l’atteggiamento ipocrita e la mancata realizzazione di ciò che era stato promesso lo scorso anno. Le cause di quello che è successo, spiega la Mariani, sono dovute ai continui cambiamenti che, a distanza di due anni, hanno imposto dei vincoli a livello ministeriale con dei parametri da rispettare. Il nostro Ospedale poteva essere un polo di attrazione per la lunga degenza e per i 3300 interventi eseguiti in efficienti sale operatorie. “Pensavo che questo fosse una carta di credito per garantire alla nostra struttura di qualificarsi all’interno delle reti che si andavano creando; non escludo che la notizia del declassamento della nostra chirurgia a una chirurgia ambulatoriale è stata fonte di grande rammarico e motivo di dibattitti anche a livello regionale con gli esecutori di leggi che continuavano ad uscire.” La colpa è quindi dei decreti ministeriali, a iniziare dal decreto 735 del 2013 per la riorganizzazione delle strutture ospedaliere sul territorio. All’epoca si parlava di Ospedale della Salute, di organizzazione dell’emergenza/urgenza, di letti per acuti trasformati in letti per cronicità. Poi, poco prima di Natale, la delibera 70 del 2015 che stabilizza e regolamenta la qualità strutturale, assistenziale e tecnologica che le strutture ospedaliere devono avere, compresi i sistemi di sicurezza, cosa che all’Ospedale di Recanati manca. Infine a Natale una nuova delibera che comporta un’altra serie di normative e stabilizza l’ospedale di Comunità. Perciò d’ora in poi non si parlerà più di Casa della Salute, tra l’altro mai partita perché, a detta della Mariani, in accordo con la Bertini, “mentre i medici ospedalieri si sono dovuti riconvertire, noi medici di medicina generale facciamo fatica ad adattarci perché non siamo abituati a gestire un malato a livello ospedaliero.” Su questo ribatte anche il Sindaco ricordando come ci sia stato un freno da parte dei professionisti e il loro mancato impegno, ignorando persino il budget previsto dal dott. Giugliucci. La delegata si rivolge poi a chi ci governa affinché prepari un territorio capace di sopportare i cambianti che si stanno attuando. E’ inoltre convinta che la razionalizzazione abbia portato dei vantaggi, ma il timore dei consiglieri Ortolani e Baleani è che, togliendo i servizi, si lavori più che altro per privatizzare la sanità che smette di essere un diritto individuale garantito. La prova è il record del 2015 di morti a causa dei tagli sanitari. Ad entrare a gamba tesa è Baleani che nel suo intervento dichiara come questa amministrazione, oltre a trovarsi in grave difficoltà, abbia importanti responsabilità politiche e non riesca a trovare una soluzione. “Oggi pensavo che la dott.ssa Mariani si fosse giustamente dimessa“ ha detto il consigliere ”Non può essere che da dieci anni a questa parte ogni volta si cerca di insabbiare e giustificare tutto, parlando di possibilità future. Si dica una volta per tutte ai recanatesi quello che avete intenzione di fare.” Attenua i toni invece Sabrina Bertini con la proposta di firmare un documento all’unanimità in cui si indichino le strategie da compiere e individuare le proposte che siano di attrazione per il territorio. In questo momento di riqualificazione, si spera di riuscire ad ottenere 40 posti letto, con i 40 posti di RSA, i poliambolatori, la radiologia, il punto di igiene mentale, la chirurgia giornaliera con qualche specializzazione e riabilitazione.
Nicla Cingolani
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