Il CNSL al freddo e ora anche senza telefono

Sono diversi giorni che il Centro Nazionale di Studi leopardiani è isolato telefonicamente. Come si suol dire: piove sul bagnato e ci mancava anche un improvviso dissesto elettrico, che ha causato un guasto alla centralina Voip, per rendere ancora più difficile l’attività del prestigioso centro di cultura recanatese. Per ripararla è necessaria una spesa che oggi l’Ente non è assolutamente in grado di sostenere date le sue misere condizioni economiche.

Il Centro, come si ricorderà, è, infatti, anche al freddo dall’autunno scorso perché si è visto interrompere la fornitura del gas metano non avendo la possibilità di pagare le bollette del riscaldamento. Una mancanza di fondi che va avanti da alcuni anni, da quando nel 2009 la nuova giunta comunale a guida Fiordomo ha stracciato l’accordo stipulato nel 2004 con il Centro Mondiale della Poesia che prevedeva un contributo di circa 70 mila euro annui. Ora non si trova in cassa neppure i soldi per riparare il guasto e siccome questo ha interessato anche una fotocopiatrice si è preferito riparare quest’ultima, ritenuta più indispensabile per l’attività dell’Ente. Per comunicare ci si arrangia o con i cellullari sempre accesi dei tre dipendenti o ricorrendo alla posta elettronica.

Si sperava che il braccio di ferro intrapreso fra il Centro Mondiale della Poesia e il Comune trovasse in questi giorni una soluzione bonaria dopo i tentativi avviati da più parti, compreso quello del presidente della commissione cultura Andrea Marinelli. Invece la situazione è ancora bloccata in mano ai legali e al giudice del Tribunale di Macerata con gli inevitabili tempi lunghi. Fortunatamente una boccata di ossigeno è arrivata poco prima di Natale quando, grazie ai contributi deliberati dal Parlamento Italiano, si è potuto provvedere almeno al pagamento di alcune mensilità arretrate dei tre dipendenti da circa 15 mesi senza stipendio.

La situazione dell’Ente non è certo un bel biglietto da visita per una città che si candida come capitale della cultura per il 2018 proprio puntando sui suoi figli illustri a partire da Giacomo Leopardi. Il Centro Nazionale Studi Leopardiani il prossimo anno compirà il suo 70° anniversario dalla sua fondazione e ha visto fra i suoi collaboratori nel tempo i più grandi studiosi del Poeta mentre ora langue al freddo e senza la possibilità di portare avanti i suoi progetti culturali, primo fra tutti il premio di narrativa che è stato da tempo accantonato.

E’ scomparso persino nei programmi dei tour turistici della città visto che non fa parte del progetto del “Recanati-pass”, il biglietto unico per la visita delle strutture museali cittadine e di casa Leopardi, nonostante ospiti costantemente molte scolaresche e turisti attratti dai cimeli leopardiani custoditi al suo interno, fra cui il quadro del Morelli realizzato dal ritrattista napoletano traendo spunto dal calco in gesso eseguito alla morte del Leopardi.

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