Tira un sospiro di sollievo l’amministrazione comunale per aver scongiurato, almeno per il momento, di versare 387 mila euro al Centro Mondiale della Poesia. Il Tribunale di Macerata ha, infatti, respinto la richiesta di provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo che il CMP aveva avanzato per la mancata erogazione del contributo annuo di 77.500 euro, frutto di una convenzione di durata trentennale stipulata fra lo stesso Comune e il Centro mondiale della Poesia nel 2004 quando allora presidente era l’onorevole Franco Foschi e sindaco Fabio Corvatta. L’erogazione del contributo venne interrotta dalla giunta Fiordomo, una volta insediata al governo della città nel 2009, non riconoscendo la validità di quell’accordo anche se non fu adottato alcun atto formale né tale decisione venne portata mai in consiglio comunale. L’altro giorno il giudice, come dicevamo, in sede di opposizione al decreto ingiuntivo promossa dal Comune ha rigettato la provvisoria esecutività sulla base della prospettabile radicale nullità della convenzione, in cui si stabiliva il contributo, stipulata appunto nel 2004dalla precedente Giunta. Ma la decisione è solo provvisoria perché la causa è stata rinviata al 26 settembre prossimo in quanto il giudice vuole verificare che la cifra richiesta dal Centro Mondiale della Poesia fosse stata iscritta regolarmente nel bilancio di previsione del Comune negli anni in cui venne pagata, cioè dal 2004 sino alla metà del 2009. Insomma l’esborso dell’ingente somma, che il CMPC pretende (oltre 387.000 euro), si deciderà a settembre. Il Comune si rammarica che non sia stato colto a suo tempo “lo sforzo collaborativo dell'associazione, presidente Cacciapuoti, prima dell'instaurazione del giudizio, che avrebbe evitato di arrivare a questo punto.” Anche l’attuale presidente Luciano Scala aveva cercato un accordo ma con poca fortuna. Se il comune è soddisfatto, il CMP non lo è dammeno perché lascia tutta integra la possibilità di ottenere il riconoscimento della cifra richiesta. Inoltre è riuscito a farsi respingere dal giudice la pretesa avanzata dal Comune di trasferire la competenza dalla sede civile a quella amministrativa, cioè al Tar, che avrebbe dilazionato di molto i tempi del giudizio. L’altra eccezione, che il comune aveva sollevato, anche questa respinta dal giudice, era la legittimità di rappresentanza del Cmp da parte del nuovo presidente, Luciano Scala. Insomma una lunga battaglia legale fra i due enti che, invece di collaborare insieme per la buona riuscita della candidatura di Recanati a capitale della cultura per il 2018, danno uno spettacolo poco decoroso e quanto mai poco culturale.
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