PERCHE’ HO APPREZZATO TADDEI CHE HA INVITATO AL DIALOGO

Nei  giorni  scorsi  ho  commentato, logicamente  senza  alcuna  argomentazione  a  sostegno  data  la  natura  stessa  dei  commenti  agli  articoli,necessariamente  sintetici,una  nota  dell’Assessore  Taddei  che  conteneva  l’invito  ad  un  utile   dialogo   tra  tutti  in  ordine  ai  principali  problemi  di  Recanati.

Ho  visto  il  mio  apprezzamento  esplicito  per  l’invito  formulato  da  Taddei  nettamente  disapprovato  da  numerosi  lettori,credo  anche  per  qualche  fraintendimento  causato  dalla  mancanza  di  motivazioni  del  mio  giudizio  e  non  per  partito  preso,e  per  questo  voglio  provare  a  farmi  capire,convinto  dell’utilità  e  della  necessità  assolute  del  dialogo,sulla  scorta  dell’eccezionale   insegnamento  di  un  grande  Maestro,poco  ricordato,come  Guido  Calogero,liberalsocialista  con  gocce  di  sangue  marchigiano.

Prima  di  tutto  chiarisco  che  non  faccio  parte  di  nessuna  formazione  politica  che  oggi  opera  a  Recanati,sono  un  socialista  senza  partito  per  i  tanti  valori  straordinari  che  il  movimento  socialista  ha  rappresentato  ad  iniziare  dagli  ultimi  decenni  del  1800,per  il  ricordo,che  risale  alla  mia  infanzia  della  prima  metà  del  secolo  scorso,di  mia  nonna  Edvige che,filando  la  lana  con  le  sue  sorelle,cantava  il  Sole  dell’Avvenire,nella  speranza  di  una  giustizia  sociale,peraltro  non  diversa  da  quella  di  natura  evangelica,ricordo  che  nulla  perde  a  fronte  di  puerili  battute  sul  craxismo,e,quindi,che non  ho  e  mai  ho  avuto  alcun  collegamento  politico  con  Taddei.

Non  mi  si  può  sospettare  di  partigianeria  nell’attuale  gioco  politico  recanatese,che  ci  sarà  pure  e, magari, potrà  essere  anche  complesso,non  ci  sono  in  ballo  miei  personali  interessi,e  mi  esprimo  liberamente  come  semplice  osservatore  esterno,attento  alla  situazione  politica  in  generale,oggi  a  mio  avviso  tanto  difficile  e  complicata.

Se  non  vogliamo  andare  avanti  con  il  paraocchi,ci  dobbiamo  accorgere  e  renderci  conto  che  siamo  entrati  in  una   fase  storica  piena  di  problemi  completamente  nuovi  e  di  non  semplice  soluzione,per  i  quali  non  possono  più  essere  utilizzati  vecchi  strumenti  di  intervento  e  per  i  quali  nessuno  ha  pronta  una  ricetta  risolutiva  e  definitiva.

Io  ho  la  mia  ricetta,tu  hai  la  tua,ci  battiamo  perché  una  delle  due  abbia  la  meglio,ma  è  probabile  che  nessuna  delle  due  sia  quella  giusta.

Oggi  vinco  io,domani  tu,ma  la  situazione  non  cambia,come  da  anni  ci  dimostra  la  storia  nazionale  dove  sono  avvenuti  vari  avvicendamenti  non  proprio  marginali.

In  questo  frangente,di  sicura  emergenza,buon  senso  vorrebbe  che  si  desse  spazio  all’utile  confronto,al  dialogo  costruttivo  tra  tutti,in  una  visione  unitaria  degli  interessi,non  per  fare  un  fritto  misto,ma  per  individuare  sintesi  alle  quali  ognuno  potrebbe  apportare  contributi  originali .

Queste  indicazioni  a  parer  mio  oggi  servirebbero  a  tutti  i  livelli  politici,in  quanto  metodo  di  lavoro  generale,e  per  questo  ho  condiviso  l’invito  di  Taddei  e  ne  considero   sbagliata  la  bocciatura  per  il  motivo  che  a  formularlo  sia  stato  Taddei,come  par  di  capire  da  certi  commenti.

A  chiusura  aggiungo  che   semmai  si  volesse  commentare  queste  mie  considerazioni,anche  in  termini  decisamente  negativi (  non  me  ne  farei  un  cruccio ) non  sarebbe  fuori  luogo  farlo  con  argomenti  fondati  per  arrivare  a  conclusioni  che  potrebbero  risultare  utili  a  tutti,a  me  per  primo,ben  consapevole  dei  miei  limiti  in  quanto  persona  normale.

 

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