Cristina e Letizia Pigini, figlie di Oliviero, fondatore del noto marchio di strumenti musicali recanatese EKO, domenica scorsa sono arrivate a Rimini per regalare al noto cantante Gianni Morandi una chitarra Eko, a 50 anni di distanza dall’analogo gesto fatta dal loro papà. “Il 3 aprile 1965 il signor Oliviero Pigini mi regalò una sua chitarra, scrive sulla sua pagina facebook lo stesso Morandi. Oggi le sue figlie Cristina e Letizia sono venute a trovarmi a Rimini omaggiandomi con un'altra bellissima chitarra EKO.”
Il post è accompagnata dalle foto di quei due momenti, quello del 1965 e quello di oggi, e Morandi le commenta così: “se guardi bene le cose sono cambiate parecchio e di quel ragazzo è rimasto solo un ricordo ma siamo ancora in piedi” confessando poi che ha perso ogni traccia della vecchia chitarra regalatagli da Oliviero Pigini.
L’occasione è ghiotta per i suoi tanti fans per pubblicare i loro ricordi e sono veramente tanti quelli che confessano di aver avuto fra le mani anche loro una chitarra Eko che qualcuno conserva ancora gelosamente e c’è anche chi, Monia Valori, confessa con tenerezza che “mio nonno era magazziniere della Eko.” Non manca naturalmente anche chi incuriosita chiede se le chitarre che il cantante usa sono su misura per le sue grandi mani.
Si sprecano, infine, i commenti positivi nei confronti di questa realtà industriale oggi guidata da Lamberto Pigini, fratello di Oliviero, che l’ha fatta diventare una delle più importanti e dinamiche aziende, sia in Italia che nel mondo, per la produzione, l’importazione e la distribuzione di strumenti musicali ed apparecchiature acustiche. “Uno dei simboli puliti e solari di una Italia che ormai sta scomparendo. La generazione che ha fatto grande questa nazione con impegno, sacrificio e onestà” commenta Mauro Lanzetti mentre Francesca D’Abruzzo dice “anche io ho una Eko non professionale ma devo dire che nonostante tutto ha un suono molto pulito ed è proprio in queste piccole cose che si vede la vera professionalità e serietà, ma soprattutto passione, nello svolgere il proprio lavoro, in questo caso costruire chitarre non molto costose ma curate nei minimi particolari, soprattutto per quanto riguarda il suono.”
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