A far del bene a volte non è che proprio ci si guadagni. E’ quello che è successo nei giorni scorsi al dirigente dei servizi sociali del Comune di Recanati, Giorgio Foglia, che, insieme all’assistente sociale, da tempo sta seguendo la famiglia di un marocchino che si trova in città senza casa e in condizioni economiche disagiate. In considerazione della presenza nel suo nucleo familiare di bambini piccoli il Comune, oltre un anno e mezzo fa, in deroga alle graduatorie per l’assegnazione gli alloggi a canone concordato, gli aveva assegnato un appartamento per sei mesi concedendogli il tempo necessario per trovarsi una sistemazione dignitosa autonoma. Aveva stabilito anche, sia per responsabilizzarlo che per contribuire alle spese, che lo straniero dovesse pagare un canone di affitto mensile di appena 100 euro.
Da allora, appunto, di mesi ne son passati ben 18 non mancando, il Comune, a più riprese di fargli pervenire ripetuti inviti, con tanto di lettere raccomandate, perchè l’uomo presentasse la situazione reddituale della famiglia, rispettasse l’impegno del pagamento del canone mensile ed infine, a lasciare libero l’appartamento reclamato da altre famiglie bisognose. Ma il marocchino, tutt’altro che intenzionato a restituire l’alloggio, si è recato, alcuni giorni fa, in Comune per parlare con il dirigente cercando di far valere le proprie ragioni.
All’ennesimo invito, però, da parte del dirigente di liberare l’alloggio quanto prima, perché semmai si sarebbe visto costretto ad adire alle vie legali, l’uomo non ci ha visto più dalla rabbia e ha iniziato ad insultare pesantemente il funzionario arrivando persino a bestemmiare. Foglia, quindi, si è visto costretto a chiamare gli agenti della Polizia Municipale perché lo accompagnassero fuori non potendo certo tollerare all’interno di un ufficio pubblico un simile atteggiamento.
E così è stato ma l’uomo, non pago di tanto sfogo, dopo appena venti minuti è ritornato alla carica rientrando con la stessa foga nell’ufficio di Foglia, proferendo parole pesanti e costringendo il funzionario a richiamare di nuovo la Polizia Municipale. Gli agenti, armati di tanta pazienza, hanno convinto di nuovo l’uomo ad allontanarsi per non incorrere in guai maggiori.
“Non l’ho denunciato, ci dice Foglia, in considerazione che è un padre di famiglia e che posso comprendere la sua posizione anche se non posso certo tollerare simili atteggiamenti. Non ho voluto, insomma, aggravare la sua posizione.”
Non è certo la prima volta che negli uffici dei servizi sociali si vivono simili scene di disperazione, specie in questi ultimi anni dove la carenza di lavoro si scontra spesso anche con la mancanza di risorse pubbliche per venire incontro a bisogni primari come, appunto, la casa. Su questo fronte l’Amministrazione, oltre a gestire un importante patrimonio di alloggi popolari, ha avviato da tempo anche un programma di reperimento sul territorio di alloggi privati che, in base alla graduatoria, vengono assegnati ai richiedenti con un canone concordato calcolato in base al reddito Isee del nucleo familiare. Ma purtroppo sembra che tutto ciò ancora non basti.
;