Non concedere al pm Nino di Matteo la cittadinanza onoraria è un grave errore

Il Consiglio comunale ha respinto la nostra richiesta di conferire la cittadinanza onoraria al pm di Matteo, impegnato in prima fila contro la mafia, anzi, per essere precisi, non l’ha voluta votare uscendo in massa dall’aula: tutti, maggioranza e opposizione, per non sentirsi dire oggi che, votando NO, potessero essere in qualche modo favorevoli alla mafia. Ma stiamo scherzando? 
Se solo avessimo avuto qualche dubbio in proposito saremmo gia’ ricorsi alla magistratura, non ad un articolo di giornale post-consiglio comunale!!
Ci hanno chiesto TUTTI, prima, di ritirare la mozione poi, dopo il nostro rifiuto, di emendarla. Non l’abbiamo fatto non, come hanno detto, per un atto di sfida ma, molto piu’ semplicemente perche’ le motivazioni addotte non ci sono sembrate per niente convincenti. Ci si e’ appellati ad una regola, non scritta, del tutto arbitraria e che non puo’ neanche essere considerata prassi consolidata visto che l’amministrazione precedente utilizzava ben alto metro, per cui la cittadinanza puo’ essere conferita solo a chi e’ venuto almeno una volta a Recanati; come se la vicinanza e il sostegno concreto dimostrato con tale onoreficenza ad un magistrato piu’ volte minacciato di morte e al quale si e’ anche tentato di togliere la scorta potesse prescindere dall’aver calpestato o meno il suolo recanatese. Si e’ detto che allora si potrebbe concedere tale onoreficenza anche a molti altri personaggi che combattono le varie organizzazioni mafiose come don Ciotti, Pino Masciari, Salvatore Borsellino, etc. Bene, anzi benissimo, peccato che pero’ nessuno dei presenti al consiglio ci abbia mai pensato o abbia mai fatto una proposta in tal senso. Noi l’avremmo appoggiata con entusiasmo. 
Si pensava che dopo l'allarme lanciato ad Ancona dal procuratore generale della Repubblica Vincenzo Macrì durante l'inaugurazione dell'Anno giudiziario 2015: – Ci sono "segnali di un prossimo e più corposo coinvolgimento" delle Marche in "fenomeni mafiosi" che si sono già infiltrati in regioni confinanti -, un segnale forte e inequivocabile fosse quasi un atto dovuto. E invece no. 
Quando si evidenziano questi comportamenti è ancora più forte il dubbio che si sottovaluti un fenomeno molto grave.

OGGETTO:

MOZIONE:  CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA AD ANTONINO DI MATTEO

   

 

LA SOTTOSCRITTA

Susanna Ortolani, Consigliere Comunale del Gruppo “ 5 Stelle Recanati”, presenta la seguente mozione ex art.44 del Regolamento Consiglio Comunale:

 

PREMESSO CHE

 

Il Movimento 5 Stelle di Recanati vuole far emergere con un atto condiviso la vicinanza e solidarietà a chi come magistrato rischia la vita tutti i giorni per combattere le mafie.

CONSIDERATO CHE

 

ANTONINO DI MATTEO, DETTO NINO, È UN MAGISTRATO ITALIANO:Nato a Palermo nel 1961, è entrato in magistratura nel 1991 come sostituto procuratore presso la DDA di Caltanissetta. Divenuto pubblico ministero a Palermo nel 1999, ha iniziato ad indagare sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte, oltre che sugli omicidi di Rocco Chinnici ed Antonino Saetta; per l'omicidio Chinnici ha rilevato nuovi indizi sulla base dei quali riaprire le indagini e ottenere in processo la condanna anche dei mandanti, riconosciuti in Ignazio e Antonino Salvo, mentre per l'omicidio Saetta otteneva l'irrogazione del primo ergastolo per Totò Riina; In seguito alle minacce ricevute, Di Matteo è stato sottoposto ad eccezionali misure di sicurezza (compresa l'assegnazione del dispositivo Bomb Jammer), annunciate alla stampa dallo stesso ministro dell'interno Angelino Alfano nel dicembre 2013, elevando il grado di protezione al massimo livello. Purtroppo dietro l’ipocrisia delle dichiarazioni ufficiali, le cose non stanno così: da mesi Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso in via D’Amelio, porta avanti una battaglia per ottenere che sulla jeep blindata di Di Matteo possa essere montato il jammer, meccanismo che intercetterebbe i segnali radio scongiurando così l’eventuale deflagrazione di un esplosivo azionato da un telecomando. “l’unico strumento che potrebbe realmente tutelarlo dal rischio di un attentato”. E’ inoltre recente la notizia che, dopo due anni di continue intimidazioni, il tritolo per il pm della “trattativa” è pronto, nascosto da qualche parte nelle borgate di Palermo, e che il neopentito Vito Galatolo ha raccontato come il piano di morte per Nino Di Matteo sia pronto a scattare.

 

CONSTATATO CHE

 

– E’ nostro dovere coltivare la passione civile ed evitare di adeguarci alla deriva prevalente di un Paese sempre più indifferente alla giustizia, insofferente alla verità, all’indipendenza della magistratura ed alla tutela vera dei valori costituzionali. La cittadinanza onoraria al Magistrato Nino Di Matteo, rientra nella logica di non lasciare soli i servitori dello Stato che svolgono con diligenza il proprio lavoro, ed è un atto dovuto, per l’attività che sta svolgendo ed i rischi a cui è esposto, la massima attenzione e vicinanza da parte dei cittadini ma anche e soprattutto dalle istituzioni. Riteniamo che ogni Comune italiano abbia il dovere di mandare un messaggio forte, chiaro ed inequivocabile di grande solidarietà e chiediamo a tutte le coscienze civili e democratiche del Consiglio Comunale, di non lasciare solo questo coraggioso magistrato e di sostenere la mozione, mettendo da parte bandiere ed appartenenze politiche. Ricordando le parole di Paolo Borsellino: “Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.”

 

IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA

 

Ad attivarsi per il conferimento ad Antonino Di Matteo detto Nino, della cittadinanza onoraria, esprimendo con questo gesto vicinanza, piena solidarietà, senso civico e morale di una comunità che intende rendere omaggio ad un uomo, simbolo di un’Italia che con dedizione, impegno e senso del dovere, porta avanti il proprio lavoro di ricerca della verità, nonostante le violente pressioni a cui lui ed i suoi familiari sono sottoposti.

Susanna Ortolani consigliere movimento 5 stelle

 

 

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