La Cassazione, per un palese vizio motivazionale, ha dato ragione alle tre persone che erano finite agli arresti domiciliari con l’accusa di turbativa d’asta per l’affidamento della gestione dell’illuminazione pubblica, dei semafori, e degli impianti termici nel viterbese: per loro, accogliendo le istanze dei loro difensori, annullato il provvedimento disposto dal tribunale del Riesame di arresti domiciliari e disposta una nuova udienza. La vicenda vede indagate undici persone, tra di loro anche i recanatesi Luca Tramannoni e Alessandro Tramannoni (il primo come socio e il secondo come amministratore delegato della Cpm gestioni termiche srl di Recanati) e Massimiliano Sanzogni, residente a Narni, dipendente della Cpm. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2013 e il 2014 e secondo la Procura grazie anche alla complicità di altre otto persone tra funzionari pubblici e amministratori. I giudici hanno ritenuto illegittimo il provvedimento di arresti domiciliari anche perché gli imputati sono incensurati, nelle indagini non sono emersi passaggi di denaro e il Riesame avrebbe dovuto evidenziare elementi di possibile recidiva del reato. I fratelli Tramannoni e Sanzogni sono assistiti dagli avvocati Gabriele Cofanelli, Gianluca Conti, Alessandro Luchetti, Daniele Nobili.
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