E’ bastata una parola per suscitare un vespaio sulla mostra JK2

Una parola di troppo stava per far saltare definitivamente la mostra all’atrio comunale di due grandi artisti, Joseph Kosuth e Jannis Kounellis, curata da Nikla Cingolani per la Galleria IDILL’IO arte contemporanea di Pio Monti in collaborazione con il Comune di Recanati – Assessorato alle Culture e con la Ditta “I Guzzini” Illuminazione. Ma cosa è successo? Dal Comune esce un comunicato nei giorni scorsi in cui si annuncia che dal 23 al 29 maggio, nella sede dell’Atrio del Comune, “si terrà la mostra di arte contemporanea denominata JK2 con la partecipazione degli artisti” e di seguito i loro nomi. Un evento unico che non si è però concretizzato tanto che a distanza di quattro giorno l’atrio è ancora chiuso e della mostra non si è avuta più notizia con sorpresa soprattutto di chi, nel frattempo, si è fatto qualche chilometro di strada per ammirare le opere ed è stato costretto a ritornarsene a casa. In presenza di quel comunicato, uscito dall’ufficio cultura del Comune, in cui si preannunciava a Recanati la “presenza” (ecco la parola di troppo!) dei due artisti, uno di loro, Jannis Kounellis, ha dato mandato al suo avvocato, Simon Pietro Ciotti, di scrivere una lettera in cui precisava “che Jannis Kounellis non è stato contattato dall’organizzazione, non ha alcuna intenzione di partecipare a questa mostra, ignora quali lavori siano esposti né consente che la mostra sia presentata sotto l’indicazione “Kounellis espone”. Pronta la risposta del gallerista romano Pio Monti che ha fatto notare al legale che l’organizzazione della mostra, cioè la sua galleria recanatese Idill’io, sita in piazza Leopardi, aveva a suo tempo inoltrato al Comune di Recanati la comunicazione dell’evento “nella quale non si affermava mai che Kounellis sarebbe stato presente. Questo particolare è stata aggiunto del Comune. Ho lavorato, dice Pio Monti, con i due grandi artisti già dagli anni '70 e non intendevo con questo progetto prevaricare nessuno. La mostra ha solo un intento culturale e l’ho proposta al Comune in vista della sua candidatura a capitale italiana della Cultura.” L’incidente è stato poi chiarito fra Nicla Cingolani, curatrice della mostra, e l’avvocato Ciotti. In altre parole se il Comune si fosse limitato a trasmettere alla stampa semplicemente che sarebbero state “esposte” le opere dei due artisti senza aggiungere, arbitrariamente altro, non si sarebbe creato alcun caso. Le parole, in certi ambienti culturali ed artistici, sono non solo importanti, ma fanno proprio la differenza. E a volte a voler strafare si fa più danno che guadagno! Intanto è stato fissato per sabato prossimo alle ore 18 il finissage dell’evento e ora che chiarezza è stata fatta è ritornato l’entusiasmo di presentare una mostra dei lavori svolti nei primi anni della carriera di questi due straordinari protagonisti dell’arte contemporanea di fama internazionale.

 

 

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