La poetessa Augusta Tomassini al Caffè di Luciana

“Le cose migliori si fanno ad occhi chiusi” chiosa spiritosamente la poetessa pesarese Augusta Tomassini che si racconta senza riserve al Caffè di Radio Erre. A seguito della progressiva perdita della vista causata da una retinite pigmentosa per Augusta esiste un confine tra il prima e il dopo che ha cavalcato con successo grazie alla poesia. Ha pubblicato tre raccolte di liriche per le quali ha ricevuto numerosi premi e segnalazioni. Un percorso di rinascita che le ha permesso di vivere un’altra esistenza densa di impegni non solo in campo letterario, ma soprattutto nel sociale. Eletta nel 2000 consigliere dell’UICI di Pesaro-Urbino, nel 2011 è entrata come Coordinatrice Regionale del dipartimento delle Pari Opportunità della Regione Marche fino al maggio 2015, anno nel quale è tata nominata commissaria Commissione Pari Opportunità tra uomini e donne della Regione Marche.

Di lei Cristiana Vettori scrive:

“Quello che più colpisce nella silloge poetica di Augusta Tomassini è la capacità di creare, con la fantasia e con la parola, un mondo a colori: colori vivaci, brillanti, che si ispirano ai dipinti di grandi artisti come Van Gogh, oppure all’esuberanza e alla prosperità della natura”.

E ancora Gemma Ranucci:

Come crisalide Augusta ha vissuto fino a circa un paio di anni fa uno stato di quiescenza, protetta, pur nelle difficoltà di chi è ipovedente nel bozzolo che si era costruita insieme a Luciano che nel silenzio di chi opera provvedeva a lei e alla sua famiglia con attenzioni e affetto. Ma gli ultimi drammatici eventi che le hanno segnato la vita l’hanno ulteriormente provata, destinandola all’abbandono dell’Anima privata dell’Amore. Quel filo di seta lucente che sosteneva la ninfa dondolante sospesa al sottile stelo d’erba improvvisamente si spezza costringendola, per sopravvivere, alla metamorfosi. A fatica emerge da quell’ involucro, distende pian piano le antenne, le zampe ed ecco… Dispiega le ali. Sono loro che la sorreggono, sono loro che le danno forza, sono loro che la fanno volare per discostarsi dalla dura realtà spesso difficile ma non impossibile. Le emozioni che si incarnano, si intrecciano, si esprimono, si irradiano. Grazie a loro, Augusta può innalzarsi per osservare le cose che, da troppo vicino, neppure si possono focalizzare col giusto distacco. Abbraccia così la realtà del quotidiano, supera perfino la solitudine perché i sentimenti non possono che essere condivisi, innesca il contatto col mondo nell’universalità del patire. E in questa magia catartica, nel nascere della poesia, si rigenera diventando “altro sé”. Ed è un continuo rinforzarsi: la Donna che cerca se stessa nella poesia e la poesia che cresce con la Donna.

Nella lirica AMA LA POESIA la Tomassini scrive:

“Nella solitudine del poeta

fra le righe scritte

si conosce l’infinito

che l’anima racchiude

nel silenzio.”

Un silenzio che la poetessa ha rielaborato e trasformato in versi da consegnare al lettore come lievito vivificante.

 

– Per ascoltare la trasmissione andata in onda lunedì 6 giugno basta un click! –

Luciana Interlenghi

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