“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.”
Se la segretaria del PD locale fosse a conoscenza di questo dettato (e soprattutto dell'ultimo periodo), enunciato dal generale e stratega militare Sun Tzu nel trattato sull'arte della guerra per antonomasia, forse capirebbe quali siano le vere ragioni della sconfitta.
Invece apprendiamo dalla stampa di questi giorni, che la Cicconi, con più di due settimane di tempo per elaborare un'analisi obiettiva, se ne esce con una valutazione da Bar dello Sport.
E' sfuggito l'accordo con l'UDC per ben due volte -afferma la segretaria- ed è lì che il suo profondo pensiero tocca l'apice. Un accordo che a detta sua avrebbe sicuramente fatto vincere il PD.
Ne è sicura? Ha fatto bene i conti?
Siamo più che certi di poter affermare che un accordo con l'UDC (e pedissequamente con Rosalba Ubaldi) avrebbe tenuto ben lontani dal progetto politico realizzato da Città Mia, quasi tutti i candidati esterni al partito e vogliamo credere che allo stesso modo difficilmente alcuni candidati del PD, si sarebbero messi a disposizione di tale accordo scellerato.
Viepiù Giovanni Giri, primo vero candidato della storia del PD locale, mai si sarebbe servilmente messo da parte per dare corso al “pasticciaccio brutto di via…” S.G. Bosco.
Insomma al progetto politico auspicato dalla Cicconi, sarebbero mancati circa 1000 voti, di cui almeno 400 targati PD. Di quel PD che mai sarebbe confluito in una coalizione ove fosse capofila, l'avversaria storica dei democrat.
Siamo più che certi altresì, che dall'alto delle sue 56 preferenze (11^ della lista), una sua candidatura a fianco dell'UDC, ne avrebbe decretato il quasi azzeramento di consensi. Certamente la Ubaldi avrebbe comunque vinto, ma il PD che vuole la Cicconi, sarebbe stato fagocitato.
Sono valutazioni obiettive, sincere e confermate dalle donne e dagli uomini che si sono messi a servizio del progetto Città Mia. Valutazioni che sfuggono alla Cicconi e forse anche a chi, dietro le quinte, ha tifato per questo risultato.
Per questo non ci stupiscono le parole della segretaria democrat locale, perché sono il frutto di poca lungimiranza e scarsa capacità d'analisi. Non ce ne voglia la Cicconi, ma adesso è chiaro perché non sia stata capace di attrarre consensi neanche tra gli elettori del PD, che hanno votato per Feliciotti , Sichetti e Falaschini, ma poi si sono rifiutati di doppiare la preferenza per lei, in quello che doveva essere il più scontato dei ticket elettorali.
La realtà delle cose dimostra come la Cicconi (già assai carente di consensi di suo), abbia dormito sugli allori di false promesse di sostegno da parte di chi, come i ladri di Pisa, di giorno partecipava alle riunioni della coalizione guidata da Giri, ma poi la sera si ritrovava a mangiare nel piatto dell'avversario.
“Mai più con le piccole liste civiche” -insiste la Cicconi-. Le ricordiamo che le piccole liste civiche insieme agli altri ragazzi, hanno quasi doppiato il PD. Se ne faccia una ragione, se non ci fossero stati Alternativa Civica e Paese Vero, probabilmente la sconfitta sarebbe stata una debacle completa.
Insomma ricapitolando, la Cicconi rivendica la sua iniziale scelta politica che era lontana anni luce da quella indicata dall'assemblea congressuale del suo partito e che comunque, vista la doverosa presenza della figura di spicco dell'UDC locale, sarebbe stata altresì in antitesi con la candidatura di Giovanni Giri, figura voluta a tutti i costi dalla stessa segretaria. La Cicconi ha continuato imperterrita ad effettuare incontri con altri soggetti politici dalla non ben definita collocazione ed ad assecondare assurde richieste di riesame delle strategie politiche, in barba alla coalizione che nel frattempo si era già costituita.
Già solo per questi motivi, una volta siglato l'accordo programmatico voluto dal candidato Sindaco con le liste civiche, la Cicconi si sarebbe dovuta dimettere.
Ha comunque perseverato, presentandosi nella lista di Giovanni Giri, con i risultati che tutti conosciamo.
Oggi la segretaria considera chiusa l'esperienza Città Mia, assumendosene tutte le responsabilità.
Bene! A quando, dunque, le ultra tardive dimissioni? Siamo sicuri che per il PD locale, l'esperienza Città Mia è tutto fuor che chiusa.
Giancarla Grilli, Gaetano Agostinacchio, Michele Bianchi, Tiziana Palanca, Elisa Pacella, Andrea Ortolani, Antonio Alfieri, Attilio Fiaschetti.
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