Palazzo Antici e il suo futuro

Palazzo Antici, la nobile dimora che fu di Adelaide Antici, mamma di Giacomo Leopardi, acquistato nell’aprile di un anno fa da una società osimana, ad un prezzo di circa un milione e duecento mila euro, tornerà presto a rivivere una seconda giovinezza. Sono previsti, infatti, lavori di ristrutturazione e di recupero come è già avvenuto per il tetto l’anno scorso per fermare l’aggressione degli agenti atmosferici che ne stavano minavano irrimediabilmente la struttura.

Ma in che cosa sarà trasformato è presto dirlo anche perché un progetto vero e proprio non è stato ancora presentato. Recentemente c’è stato un incontro in Comune, seguito da un sopralluogo all’immobile di via Antici. In quella occasione sembra che fra le varie ipotesi si sia parlato di destinare alcune unità abitative in bed & breakfast come è avvenuto per l’immobile di proprietà di casa Leopardi che si affaccia proprio sulla piazzola del sabato del villaggio. I grandi saloni, invece, potrebbero essere destinati ad ospitare grandi eventi.

Il Palazzo, anche se esternamente si presenta con una architettura modesta e alquanto decadente, al suo interno racchiude secoli di storia con le sue oltre 30 stanze, tutte affrescate ed alle quali si accede attraverso tutte porte originali e di ineguagliabile fattura del ‘700.

Rimane, invece, sospeso il problema dell’archivio storico, presente all’interno del palazzo, bene indivisibile e tutelato, rimasto di proprietà di tre sorelle della famiglia Antici-Mattei, di cui una sola in vita, mentre per le altre due sono subentrati gli eredi. Fra le tre parti sembra, però, che non esista un accordo e questo lascia ancor di più con il fiato sospeso non solo sulla sua futura collocazione (andrà fuori o rimarrà a Recanati?) ma anche sulla possibilità di una agevole consultazione del suo patrimonio documentaristico e librario da parte di studiosi. Ne sa qualcosa Paola Ciarlantini, studiosa di storia locale ed autrice di diversi libri, che riferisce di aver avuto difficoltà ad accedere all’archivio: “Dopo aver fatto regolare richiesta di consultazione alla Soprintendenza Archivistica, e questa ai proprietari, l’appuntamento è slittato per ben due volte.” Così nell’autunno scorso ha dovuto sospendere le sue ricerche, iniziate a giugno del 2015, insieme a quelle di altri studiosi.

 

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