Macerata dice si al testamento biologico

Malgrado la spaccatura  nella maggioranza, nella seduta del 28 giugno, il Consiglio comunale di Macerata ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere e capogruppo di Pensare Macerata David Miliozzi per  l’istituzione  di un  registro dei testamenti biologici (detto anche  più propriamente dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari).

Tramite questo registro e queste dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari  si darà la possibilità ai maceratesi di depositare le proprie volontà sul fine vita all’interno dell’istituzione comunale, uno strumento questo che, può significare per molti la possibilità di non vedersi costretti ad accettare decisioni altrui nel momento in cui non si è più in grado di autodeterminarsi, nella eventualità che ci  si trovi in uno stato vegetativo permanente e di incoscienza. Il Consiglio comunale di Macerata lancia un messaggio importante sulla via del progresso e dei diritti civili, perché oltre a decidere per l’istituzione di questo registro delle dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari è stato approvato anche un emendamento che  sollecita il Parlamento a legiferare al più presto sul tema del fine vita.

Vogliamo sottolineare l’importanza di questa votazione e questa decisione per il Comune di  Macerata che potremmo definire storica, visto che su questo tema di natura  politica ed etica gli animi si sono accesi in consiglio comunale, dove però i contrari, non avendo validi argomenti hanno portato avanti le loro ragioni solo con provocazioni e insulti personali che denotano  una cultura  non certo illuminata di una certa classe politica nonché  un’ ignoranza su questo tema del fine vita, tanto che le loro argomentazioni  vertevano, in larga  misura, sul fatto che il registro non ha valore legale in assenza di una normativa nazionale e  del sovraccarico di lavoro per il personale del Comune.

Anche se per pochi voti di scarto, dunque, anche Macerata si allinea a quelle decine e decine di comuni italiani nei quali si va a tutelare  il diritto all’autoderminazione delle persone nel loro fine vita,  dando la possibilità di far rispettare  le proprie volontà, la propria dignità e i propri diritti  nel momento più critico della propria esistenza.

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