CONFERENZA PROMOSSA DALLA PROVINCIA CON CESARE CATA’ E SERENA SILEONI

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è un romanzo incompiuto. Così si è espresso Cesare Catà, ricercatore all’Università di Macerata, nel presentare nella sala municipale di Recanati, insieme a Serena Sileoni, dell’Università di Firenze, il documento approvato dall’Assemblea dell’ONU il 10 dicembre di 61 anni fa. Catà ha compiuto una valutazione storico-filosofica partendo dai lavori della conferenza di San Francisco del 1945 fino ai giorni nostri, caratterizzati dalla tragedia dell’11 settembre, dal relativismo e dalla scontro di civiltà. A Serena Sileoni è toccato il compito, invece, di compiere una valutazione più rivolta sul piano del diritto internazionale. La Dichiarazione – senza valore giuridico, non essendo un Trattato avente forza coercitiva – è un documento politico di grande rilevanza universale (non internazionale) moralmente vincolante per tutti e non solo per quei governi che ne avevano votato l’adozione, perchè fondato su una concezione unificata dell’essere umano.
L’incontro, promosso dalla Presidenza del Consiglio provinciale di Macerata, ha chiuso le celebrazioni per il Giorno delle Libertà avviate dalla Provincia il 9 novembre scorso nel ventesimo anniversario dell’abbattimento del Muro di Berlino.
La Conferenza a Recanati, introdotta dai presidenti del Consiglio provinciale, Umberto Marcucci e del Consiglio comunale Massimiliano Grufi, presente il vice sindaco Antonio Bravi, ha preso spunto dalla presentazione del libro Verso un mondo nuovo, pubblicato in Italia dalla casa editrice Liberilibri di Macerata. L’autrice, Mary Ann Glendon, già ambasciatrice degli USA presso la Santa Sede ed attuale presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha inviato per l’occasione una lettera al presidente del Consiglio provinciale di Macerata, che è stata letta durante l’incontro.

Nella foto: I due relatori, Cesare Catà e Serena Sileoni, con Umberto Marcucci e Massimiliano Grufi
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