La locanda di Emilio

di Gabor Bonifazi

La definizione osteria è stata recuperata da una trentina d’anni e viene utilizzata dai titolari dei locali alla ricerca di una identità nella tradizione, accostando i romantici luoghi del bere a fantasiose soluzioni un po’ chic, da cui spesso sortisce un ibrido di poca atmosfera e di qualità inversamente proporzionale al prezzo. Non so nulla di tabelle merceologiche, di Rec e di altre diavolerie stabilite dalla Camera di commercio e dai comuni, so solo che ci sono tante parole alla moda che contraddistinguono il linguaggio retorico e civettuolo abusato indistintamente da entità civili di ogni ordine ed eminenze. Parole importanti, parole sillabate, parole partorite nel gemito: eccellenze, sinergie (sic!), banner, location eccetera. Al contrario ci sono termini desueti che meglio possono definire certi locali di ristoro, come locanda. Immaginiamo di poter sostituire una pomposa denominazione quale Albergo/ ristorante con locanda. Alcune considerazioni per entrare nella descrizione di un ristorante di Recanati, che potrebbe essere certificato come locale storico e meglio definito con il più appropriato termine Locanda di Emilio, in riferimento al nome del gestore che rilevò una vecchia cantina nel cuore di Recanati agli inizi degli anni Cinquanta. Naturalmente il signor Emilio trasformò il locale, come era costume dei tempi, in osteria, poi in trattoria, e poi, attraverso accorpamenti di edifici, aggiunse le camere. Ed ecco la pomposa definizione di Albergo/ ristorante da Emilio. Eppure l’accesso dal vicolo Belvedere e la vicinanza al terminal delle Corriere fanno immaginare che il locale possa essere stato all’origine un luogo di sosta dei viaggiatori, assimilabile ad una vera e propria stazione di posta con tanto di rimessa, osteria e camere. Ad Emilio Massaccesi subentrò nella gestione dell’attività il figlio ragioniere Giancarlo che ha contribuito a sua volta all’ammodernamento dell’esercizio alberghiero. Alcune migliorie (pavimenti, infissi, ecc.) e l’adeguamento degli impianti del bar, cucina, salette e del luminoso ambiente voltato e poco ovattato che gli avventori più decadenti chiamano scherzosamente refettorio. Quindi a quel simpatico oste di Giancarlo e alla moglie che spignatta una sequela di deliziosi piatti della tradizione, introvabili altrove, suggeriamo una denominazione suggestiva e sintetica che vada al di là dell’inflazionata osteria: Locanda Emilio.
D’altronde il termine evoca la celebrata locanda londinese All’oca e al girarrosto dove gli storici fanno risalire la nascita della Massoneria moderna al 24 giugno 1717, il giorno di san Giovanni. Evoca inoltre Carlo Goldoni, con la sua locandiera fiorentina Mirandolina.
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