Mauro Mengoni gestisce da tempo, insieme alla moglie Lidia Sagni, il ristorante “Osteria di via Leopardi”, a pochi passi dalla nobile dimora del Poeta Giacomo. Nella sua lunga attività di ristoratore non ha mai cessato d’impegnarsi per rilanciare la città dal punto di vista turistico assumendo anche, per un certo tempo, la carica di Presidente dell’Associazione Operatori Turistici del Comune di Recanati e nell’agosto di due anni fa ha dato vita ad un’aggregazione di forze politiche e di cittadini volenterosi che si proponevano l'obiettivo di far risuscitare una città che non ha mai esitato di definire “morta". L’associazione degli albergatori e ristoratori si è poi squagliata con il tempo e dell’iniziativa politica non se n’è sentito più parlare. “Mi hanno subito accusato, afferma Mengoni, come se io volessi fare il sindaco ma io non ho tempo, io faccio il cuoco e non era mia intenzione per cui mi sono automesso a tacere.”
Ma lo spirito battagliero a Mengoni non è venuto mai meno. Anche ultimamente, in occasione della rivolta dei commercianti di via Antici e via Montemorello contro la nuova viabilità, ha manifestato loro piena solidarietà firmando la lettera di protesta inviata al sindaco perché ha l’impressione “che ci sia una certa volontà politica di tagliare fuori questa parte della città dal centro storico.”
Questo, secondo lui, lo si vede anche da come sono organizzati gli eventi, “eventi a scopo elettorale e cioè solo per far vedere che si fa qualcosa. Sono eventi finalizzati alla cittadinanza e non alle città limitrofe tanto che vedo poco pubblicità in giro. Gli eventi sono tutti concentrati in due zone: il Duomo e via Falleroni, gestita da un certo tipo di organizzazione, poi c’è Corso Persiani sino a San Vito in mano all’amministrazione perché è la loro zona.”
E qui si spiega anche il caso della nuova viabilità, che sembra funzionale a questa suddivisione del centro storico, con lo stop del flusso di auto da via Roma a Porta Pesa tagliando fuori via Antici, casa Leopardi e quindi il quartiere di Montemorello. “Io volevo appendere un cartello a Porta Pesa con su scritto “Colonne d’Ercole”. Quell’isola pedonale di venti metri in via Antici è stata deleteria per i commercianti che operano nella zona di casa Leopardi. O si fa un’isola pedonale per tutto il centro storico con tanto di servizi, parcheggi, autobus e tutto quello che serve per la fruizione della zona oppure si lascia le cose come stanno cercando di vivere al meglio.”
Mengoni vive come tanti commercianti in forte disagio. “Io sono nel centro storico e in teoria non potrei neanche entrare con il mio autocarro per scaricare la merce: abbiamo preso due multe nel giro di due giorni. Questo già significa che in qualche modo mi si invita ad andarmene perché nel centro storico mi rendono difficile lavorare; il suolo pubblico bisogna pagarlo, non ci sono parcheggi né strutture adeguate. Io personalmente faccio da bagno pubblico a Montemorello e ai turisti.”
Ma anche il resto del centro storico non gode di salute. “Ormai è spopolato, conclude Mengoni. Mi ricordo quando avevo 18 anni, circa 40 anni fa, ad agosto in piazza non c’era un tavolino libero nei tre bar, oggi invece non ci sono neanche i bar e questo è un segno che il centro storico soffre.”
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