Il Comune alla fine sborsa 150 mila euro a favore del Centro Mondiale della Poesia

Trovato l’accordo fra Comune e Centro Mondiale della Poesia. Quest’ultimo chiedeva il rimborso delle quote annuali, di 77.500 euro ciascuna, dovute in virtù di una convenzione stipulata fra i due enti nel 2004, fermata dalla giunta Fiordomo nel 2009 e la piena titolarità dei locali del Centro, oggi occupati dalla Civica Scuola di musica «B.Gigli». Il Comune ha provato a resistere ritenendo, invece, che nulla fosse dovuto al Centro considerando la convenzione del 2004 illegittima in quanto obbligava il Comune a versare per trent’anni un contributo annuo di 77.500 euro senza che ci fosse una controprestazione. Il punto d’incontro, che alla fine è stato raggiunto, prevede che degli oltre 387mila euro complessivi pretesi dal Centro il Comune si impegna a versare la somma di 150mila euro in cinque anni, con rate annue di 30mila euro a partire già da settembre, mentre le altre quattro rate successive saranno pagate a giugno.
Il Comune si impegna inoltre a versare per i successivi nove anni la cifra annuale di 15mila euro a sostegno di iniziative culturali concordate fra i due enti. Il Comune inoltre riconosce la validità del Centro Mondiale. Il Centro potrà godere in maniera esclusiva di una parte dell’immobile, circa 200 metriquadri, che il Comune s’impegna ad adibire ad uffici e biblioteca. L’auditorium e il giardino (ex orto del convento Santo Stefano) saranno di utilizzo comune previo accordi sulle iniziative da programmare. La Civica Scuola di Musica, che occupa un’ala del complesso, infine, rimarrà dov’è mentre sia il Centro che il Comune si adopereranno a ricercare finanziamenti per la sistemazione dei locali adibiti ad alloggi per ospitare studiosi e studenti. Sino ad allora questi locali rimarranno chiusi. Rimane ancora aperto, invece, il problema del parcheggio che il Comune vorrebbe realizzare, in un’area del parco del Centro Nazionale Studi Leopardiani, a servizio dei turisti in visita ai luoghi leopardiani e degli utenti dell’ospedale oggi chiamato di comunità.

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