Il grande bluff delle “elezioni” provinciali

Il 28 Agosto i consiglieri comunali saranno chiamati ad eleggere presidente e rappresentanti della Provincia di Macerata: due candidati della stessa maggioranza, PD-UDC.

Le Province come il Senato della Repubblica: i cittadini non voteranno, ma i rappresentanti restano.

Siamo all’epilogo di una serie di provvedimenti culminati col decreto Del Rio (legge 56 del 24 aprile 2014) che hanno portato in maniera confusa e demagogica al finto scioglimento delle Province – sbandierando strumentalmente il tema a noi caro della lotta contro i costi impropri della politica –, ma col fine esplicito, dei Governi che si sono succeduti negli ultimi anni, di smantellare un altro pezzo di democrazia, abolendo l’elezione diretta da parte dei cittadini e senza nessun disegno organico di ridisegno del ruolo delle Autonomie locali come strumento per fornire servizi e diritti ai cittadini – soprattutto ai più deboli – e tutelare territorio ed ambiente. Oggi il governo Renzi è diventato motore e perno di questo disegno anticostituzionale.

La stessa sbandierata riduzione dei costi si è rivelata, come si legge nelle stesse relazioni tecniche allegate agli atti parlamentari, ridicola – poco più dell’1% dell’ammontare dei bilanci delle Province in quanto limitata ai soli gettoni dei consiglieri ed alle indennità degli amministratori – non toccando minimamente la miriade di enti e di partecipate dove si annidano realmente i costi impropri della politica.

Marx affermava che la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Dopo che il Governo ha messo mano alla Costituzione repubblicana ne ha snaturato alcuni principi cardine, portando a compimento il disegno “autoritario”.

Ercoli Audeno lista civica Obiettivo Recanati

 
 
 
 
 

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